Ancora una volta il fumo dal Canada
Non è soltanto la plastica a volteggiare sulle nostre teste. Oggi si fa un gran parlare di quanto accaduto "in casa nostra" all'alba, con il gigantesco incendio di Cadelbosco che ha visto andare in fumo tonnellate di plastica. Un fumo denso e nero ma ...
Non è soltanto la plastica a volteggiare sulle nostre teste.
Oggi si fa un gran parlare di quanto accaduto "in casa nostra" all'alba, con il gigantesco incendio di Cadelbosco che ha visto andare in fumo tonnellate di plastica. Un fumo denso e nero ... ma facciamo poco caso a quello più tenue e grigio che da qualche giorno è tornato a farci visita.
Questa volta, però, non è fumo di casa nostra, ma fumo che arriva nuovamente dal Nord America, più precisamente dal Canada.
Si vede distintamente in questa animazione di Eumetsat, che mostra il ciclone che ha portato la pioggia qui da noi il week-end scorso. Ma che in questa sua rotazione ha richiamato anche una vasta nuvola di cenere che ancora ristagna nel Mediterraneo.
Il fumo prodotto da un incendio che coinvolge conifere, come pini, abeti e altre specie di alberi con aghi, è composto da una complessa miscela di gas, particelle solide e sostanze volatili.
Come sempre è la "concentrazione" a rendere pericoloso il contatto con una sostanza. Questi fumi si trovano molto in alto, ma inevitabilmente (a basse concentrazioni) possono interessare anche il suolo.
L'inalazione del fumo proveniente da incendi di conifere può causare una serie di problemi respiratori e cardiovascolari, specialmente per le persone con condizioni preesistenti come asma o malattie polmonari croniche. Ma lo ripetiamo ancora una volta: parliamo di esposizione prolungata o ad alte concentrazioni.
Aspetto non da poco, oltre agli effetti sulla salute umana, il fumo può contribuire all'inquinamento atmosferico e alla formazione di smog, con conseguenze negative per l'ambiente.
Immagine: Copernicus EU
WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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