Analisi Climatica 2025 di ARPAE: l'Emilia-Romagna tra caldo anomalo e piogge intense
Il 2025 si chiude consegnandoci il ritratto di una regione sempre più coinvolta nelle dinamiche del cambiamento climatico. Sebbene l'anno appena trascorso sia stato meno estremo rispetto al drammatico triennio 2022-2024, i dati ufficiali ARPAE confermano una tendenza inequivocabile: l'Emilia-Romagna continua a scaldarsi, con un 2025 che si posiziona come il quarto anno più caldo dal 1961 ...
Il 2025 si chiude consegnandoci il ritratto di una regione sempre più coinvolta nelle dinamiche del cambiamento climatico. Sebbene l'anno appena trascorso sia stato meno estremo rispetto al drammatico triennio 2022-2024, i dati ufficiali ARPAE confermano una tendenza inequivocabile: l'Emilia-Romagna continua a scaldarsi, con un 2025 che si posiziona come il quarto anno più caldo dal 1961.
Temperature: un'anomalia costante
Con una temperatura media regionale di 14,13 °C, il 2025 ha fatto registrare un'anomalia di +1,00 °C rispetto alla norma climatica 1991-2020.
Mentre a livello globale si è assistito a una parziale frenata delle anomalie termiche nella prima parte dell'anno, in regione abbiamo vissuto picchi mensili notevoli:
-> Giugno record: con un’anomalia di +3,25 °C, è stato il secondo giugno più caldo di sempre dopo il 2003. Un'ondata di calore tra metà giugno e luglio ha polverizzato record giornalieri storici.
-> Dicembre "tropicale": anche l'ultimo mese dell'anno ha sorpreso con un +2,34 °C rispetto alla media.
-> Il picco estivo: la temperatura più alta dell'anno è stata toccata a Bologna il 10 agosto con 38,3 °C.
-> Il freddo isolato: solo maggio e il bimestre ottobre-novembre hanno concesso tregua. Il record di freddo appartiene al Lago Pratignano (MO) con -9,9 °C il 23 novembre.
Precipitazioni: un anno generoso ma irregolare
Il 2025 è stato un anno di precipitazioni abbondanti, con una media di 943 mm cumolati. Sebbene il valore rientri nella variabilità storica, la distribuzione è stata fortemente squilibrata: marzo, luglio e dicembre sono stati estremamente piovosi (fino al +96% a marzo), mentre giugno e settembre hanno visto deficit idrici superiori al 45%.
Cronaca di un anno di eventi estremi
Non sono mancati fenomeni meteorologici violenti che hanno messo a dura prova il territorio:
-> Gennaio (Tempeste di vento): raffiche oltre i 112 km/h e piogge torrenziali (218 mm sul crinale) hanno causato schianti di alberi e disagi al traffico aereo e ferroviario.
-> Marzo (Tornado e Supercelle): il 15 marzo una supercella ha attraversato la pianura tra Bologna e Ferrara, generando un tornado e grandine fino a 7 cm.
-> Agosto (Downburst sulla costa): il 24 agosto Rimini e Riccione sono state colpite da nubifragi d'intensità eccezionale (34 mm in soli 15 minuti), causando blackout e danni ingenti alle infrastrutture balneari.
-> Ottobre (Mareggiate): venti da nord-est hanno spinto il mare fino a 1,07 metri, con onde di oltre 3,5 metri a Cesenatico.
Il "Natale di fango": l'evento di fine anno
L'evento più critico si è verificato proprio durante le festività natalizie. Tra il 23 e il 25 dicembre, piogge persistenti hanno colpito la fascia tra Bologna e Forlì. I bacini dei fiumi Idice, Lamone e Senio hanno superato la soglia critica 3. In particolare, le cumulate su 48 ore nel bacino del Lamone e del Senio sono risultate tra le più alte dal 1961, superate solo dalle storiche alluvioni del 2023 e 2024. Le evacuazioni preventive in Romagna hanno evitato il peggio, ma l'evento sottolinea ancora una volta la fragilità idrogeologica della nostra regione.
In conclusione
Il 2025 ci lascia un messaggio chiaro: anche in assenza di record assoluti globali, la risposta locale alle anomalie termiche rimane forte. La soglia critica dei +1,5 °C rispetto all'era pre-industriale è stata superata globalmente in vari mesi dell'anno, un segnale che si traduce, a casa nostra, in eventi meteorologici sempre più energetici e pericolosi.
Dati a cura di ARPAE Emilia-Romagna
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