Tasso nell'Appennino Reggiano
Foto del 31/05/2026
Il bellissimo e ravvicinato scatto di Antonio Macioce ci porta a tu per tu con il Tasso (Meles meles), uno dei mammiferi più affascinanti, ma difficili da avvistare durante il giorno, del nostro territorio. Con la sua inconfondibile "mascherina" a strisce bianche e nere sul muso, questo splendido esemplare sembra fermarsi un istante tra l'erba e le margherite del prato, mostrandoci fiero i tratti distintivi della sua specie.
🔍 Caratteristiche e mimetismo "al contrario"
Il tasso ha un corpo robusto e tarchiato, zampe corte ma fortissime e munite di unghioni non retrattili, veri e propri badili naturali perfetti per scavare. La colorazione del muso è un classico esempio di aposematismo: le strisce contrastanti non servono a mimetizzarsi, ma a lanciare un avvertimento chiaro ai potenziali predatori nella semioscurità del bosco, segnalando che l'animale, se messo alle strette, sa difendersi con estrema decisione.
🦉 Abitudini notturne e vita sociale
Il tasso è un animale prevalentemente crepuscolare e notturno. Passa le ore del giorno al sicuro nel sottosuolo, all'interno di tane straordinariamente complesse chiamate "tassaie". Questi sistemi di gallerie, tramandati di generazione in generazione e costantemente ampliati, possono estendersi per decine di metri, includendo numerose camere da letto rivestite di foglie secche, uscite di sicurezza e persino "lettiere" separate usate come servizi igienici esterni. A differenza di altri carnivori, è un animale pacifico che ama la vita sociale, arrivando a condividere la tana con interi gruppi familiari (i clan).
🍇 Una curiosità: un "falso" carnivoro
Sebbene sia classificato tra i carnivori, il tasso è in realtà un onnivoro opportunista. La sua dieta è incredibilmente varia e cambia a seconda delle stagioni: va pazzo per i lombrichi (ne può mangiare a centinaia in una sola notte), ma si nutre volentieri di insetti, lumache, piccoli roditori, ghiande, radici, frutta caduta dagli alberi e persino funghi.
Un incontro prezioso e immortalato magistralmente, che testimonia la ricchezza e la salute della fauna selvatica che popola i boschi e le colline del nostro Appennino.