Ossario del Cimone
Foto del 03/06/2026
Con la splendida "foto del giorno" di oggi, grazie all'eccezionale scatto notturno di Raffaele Perulli, usciamo temporaneamente dai confini della nostra regione per spostarci in Veneto, sul massiccio prealpino, alla scoperta di uno dei sacrari più evocativi e toccanti d'Italia: l'Ossario del Monte Cimone, in provincia di Vicenza.
L'immagine è un vero capolavoro di fotografia paesaggistica e astronomica. Sfruttando la tecnica dello startrail (una fusione di scatti prolungati nel tempo per registrare la rotazione della Terra), Raffaele ha trasformato il cielo notturno in un'ipnotica spirale geometrica. Le scie luminose degli astri sembrano ruotare in cerchi perfetti attorno alla Stella Polare, posizionata quasi millimetricamente sopra la monumentale guglia dell'ossario, illuminato da una suggestiva luce calda che squarcia il buio.
📜 La tragica storia del fronte e la mina del 1916
Il Monte Cimone di Tonezza (1226 m s.l.m.) fu uno dei teatri più cruenti e strategici della Prima Guerra Mondiale, aspramente conteso durante la Strafexpedition austriaca. La montagna divenne tragicamente famosa per la spietata guerra sotterranea. Il 23 settembre 1916, gli ingegneri austro-ungarici fecero brillare una mina colossale contenente oltre 14.200 kg di esplosivo posizionata sotto le linee italiane. L'esplosione sventrò letteralmente la cima del monte, inghiottendo e seppellendo vivi in pochi istanti centinaia di soldati della Brigata Sele.
Proprio sopra quel drammatico cratere, diventato una gigantesca fossa comune, venne eretto l'attuale Ossario, inaugurato nel 1929. La struttura, progettata dall'architetto Thomaseo in pietra calcarea locale, si eleva con una slanciata cuspide piramidale sopra un basamento quadrato ad archi. Al suo interno riposano i resti di 1.210 soldati italiani, di cui ben 1.113 rimasti per sempre ignoti.
Un'immagine straordinaria che unisce la tecnica fotografica a un profondo rispetto storico: il movimento eterno del cosmo che continua a vegliare sul silenzio e sul sacrificio di un'intera generazione.