Tartaruga Palustre Europea
Foto del 27/05/2026
La straordinaria fotografia di William Vivarelli accende i riflettori su un vero e proprio tesoro della nostra biodiversità: la Tartaruga palustre europea (Emys orbicularis), l'unica specie di tartaruga acquatica autoctona (originaria) del nostro Paese.
Nello scatto emerge tutta la sua bellezza: il carapace scuro, elegante e slanciato, e la pelle punteggiata di un giallo brillante che la rende inconfondibile mentre si scalda al sole su un tronco, attività vitale per regolare la sua temperatura corporea (termoregolazione).
Oggi la nostra Emys sta combattendo una dura battaglia per la sopravvivenza. La minaccia principale viene da lontano, ed è legata all'introduzione della famigerata Tartaruga palustre americana (Trachemys scripta), quella dalle "orecchie rosse o gialle" venduta per decenni nei negozi di animali e poi massicciamente abbandonata nei nostri fiumi e laghi quando diventava troppo grande.
Le Trachemys sono più aggressive, crescono più rapidamente e sottraggono alla specie nativa i siti di sosta migliori e il cibo. A questo si aggiunge la distruzione sistematica del suo habitat originario causata dall'inquinamento delle acque, dalle bonifiche e dalla frammentazione dei corsi d'acqua.
La presenza della Tartaruga palustre europea è un fondamentale bioindicatore: la sua sopravvivenza testimonia la salute e la purezza degli ambienti acquatici e delle zone umide d'acqua dolce. Come predatore si nutre di piccoli invertebrati, pesci malati e carogne, svolgendo un ruolo di pulizia ecologica insostituibile.
Per salvarla dall'estinzione sono attivi diversi progetti scientifici e di conservazione a livello nazionale ed europeo (come i progetti LIFE). Gli interventi sul campo prevedono:
-> Il ripristino e la protezione delle zone umide protette.
-> Centri di riproduzione assistita in cattività per rilasciare i giovani esemplari in natura quando sono abbastanza forti.
-> Campagne di eradicazione e controllo delle specie aliene invasive.
Un'immagine che non è solo arte fotografica, ma un profondo promemoria sulla necessità di tutelare i delicati equilibri della fauna di casa nostra.