Vai al contenuto principale

Dopo tanto sereno il cielo si sporca, ma per quel motivo

Situazione attuale di alta pressione (come l'Anticiclone delle Azzorre attuale) e cielo sereno o poco nuvoloso al suolo, le scie persistenti e i cirri indicano: La persistenza di queste tracce conferma la presenza di uno strato d'aria molto umido nell'alta troposfera, nonostante al suolo il tempo sia stabile e secco ...

Dopo tanto sereno il cielo si sporca, ma per quel motivo

Situazione attuale di alta pressione (come l'Anticiclone delle Azzorre attuale) e cielo sereno o poco nuvoloso al suolo, le scie persistenti e i cirri indicano:

-> La persistenza di queste tracce conferma la presenza di uno strato d'aria molto umido nell'alta troposfera, nonostante al suolo il tempo sia stabile e secco (tipico dell'alta pressione). Parliamo di umidità tra i 7.000 e i 10.000 metri, zona frequentatissma dagli aerei di linea. Lì le temperature di questa mattina si aggirano attorno ai -50°/-60°C con vento a 50 Km/h (non esagerato, ma sufficiente a trasportare verso sud le nuvole.

Se i cirri diventano sempre più numerosi, estesi e spessi nel corso delle ore o dei giorni, e non sono solo scie di aerei, potrebbero essere l'avanguardia nuvolosa di un sistema frontale (una perturbazione) che si sta avvicinando lentamente e che potrebbe portare un peggioramento delle condizioni meteo. I cirri sono infatti le prime nubi ad apparire.

Nel contesto di un'alta pressione di fine novembre, la presenza di Cirri e nebbie/foschie al suolo (come si vede in foto), con giornate soleggiate ma fredde, è tipica di un clima stabile ma non privo di umidità, con una forte inversione termica. Le scie di condensazione in questo scenario sono un chiaro indicatore delle condizioni termodinamiche in alta quota, e la loro persistenza indica che l'aria è saturo di ghiaccio.

Quindi, mentre l'alta pressione garantisce stabilità al suolo, la presenza di queste nubi alte e persistenti può suggerire l'arrivo imminente di un cambiamento o, più semplicemente, la presenza di aria molto umida in alta quota che facilita la formazione di ghiaccio.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Galleria

Notizie correlate

Il motore invisibile della biodiversità: perché la Giornata Mondiale delle Api riguarda tutti noi

Il motore invisibile della biodiversità: perché la Giornata Mondiale delle Api riguarda tutti noi

In occasione della Giornata Mondiale delle Api, lo straordinario scatto macro di Michele Sensi ci offre una prospettiva privilegiata su una delle creature più operose, affascinanti e, purtroppo, minacciate del nostro pianeta. Immortalata con precisione chirurgica mentre si posa su un fiore giallo, questa ape ci ricorda che la bellezza della natura si nasconde spesso nei dettagli più piccoli. Troppo spesso guardiamo a questi insetti con una punta di timore, associandoli quasi esclusivamente alla paura del loro pungiglione. Eppure, dietro quel piccolo ronzio si cela il vero e proprio motore invisibile che garantisce la buona salute dell'ambiente e la sopravvivenza stessa dell'essere umano.

Leggi tutto
Il tetto dell'Appennino: segreti geologici e di storia del Monte Cimone

Il tetto dell'Appennino: segreti geologici e di storia del Monte Cimone

Se il Monte Cusna è il "Gigante" che riposa, il Monte Cimone (2165 metri) è l'indiscusso monarca del nostro Appennino. La sua sagoma massiccia e la caratteristica vetta tronca dominano il panorama modenese e sono visibili, nelle giornate limpide, da mezza Pianura Padana fino alle Alpi. Ma qual è la vera natura di questa montagna? Ha una storia simile a quella del Cusna? E cosa c’è di vero dietro i racconti sui suoi profondi mutamenti durante la Seconda Guerra Mondiale? Viaggiamo nel tempo per scoprire i segreti della vetta più alta dell'Appennino settentrionale.

Leggi tutto
Il cuore di pietra del Gigante: La storia geologica del Monte Cusna

Il cuore di pietra del Gigante: La storia geologica del Monte Cusna

Tutti lo conosciamo come il "Gigante": quel profilo inconfondibile che dorme a pancia all'insù, dominando l'alto crinale reggiano con i suoi 2121 metri. Ma vi siete mai chiesti di cosa è fatto questo gigante e quanta strada ha percorso prima di riposare tra le valli dell'Ozola e del Secchia? La storia del Monte Cusna è un viaggio epico fatto di oceani scomparsi, scontri tra continenti e la forza inarrestabile della natura.

Leggi tutto