Il Sole torna a spingere: in arrivo una tempesta geomagnetica. Vedremo l'Aurora a Reggio Emilia?
Negli ultimi giorni l'attività sulla nostra stella ha subito una netta impennata. Il Space Weather Prediction Center del NOAA (l'ente americano che monitora il meteo spaziale) ha emesso una serie di bollettini ufficiali che confermano l'arrivo, tra la giornata di oggi 4 giugno e domani 5 giugno, di una tempesta geomagnetica di livello G3 (Forte). Cerchiamo di capire insieme, con dati alla mano e senza sensazionalismi, cosa sta succedendo sopra le nostre teste e se ci sono reali possibilità di avvistare le aurore polari dalle nostre latitudini.
Cosa sta succedendo nello Spazio?
Tra il 2 e il 3 giugno, sul Sole si sono verificati diversi fenomeni energetici, tra cui un forte brillamento (classificato come M9.3) e ben tre espulsioni di massa coronale (CME). Le CME sono colossali bolle di plasma cariche di particelle elettriche che viaggiano nello spazio a milioni di chilometri orari.
I modelli fisici del NOAA mostrano uno scenario dinamico molto interessante: le ultime due bolle di plasma, essendo più veloci, stanno "tamponando" e fondendosi con la prima emissione. Questo genererà un unico, grande fronte d'impatto combinato che investirà il campo magnetico terrestre.
Gli effetti sulla Terra: c'è da preoccuparsi?
Assolutamente no. La scala del NOAA per le tempeste geomagnetiche va da G1 (debole) a G5 (estrema). L'evento in arrivo è stimato come G3 (Forte).
A questi livelli, gli effetti pratici sulla vita di tutti i giorni sono praticamente impercettibili. Possono verificarsi lievi fluttuazioni nelle reti elettriche d'alta quota o brevi cali di precisione nei sistemi di navigazione satellitare (GPS), ma si tratta di anomalie ampiamente gestite e mitigate dai tecnici dei rispettivi settori.
Focus Reggio Emilia: riusciremo a vedere l'Aurora?
Veniamo alla domanda che tutti gli appassionati si stanno ponendo, specie dopo lo storico evento globale dello scorso maggio. Una tempesta di livello G3 spinge generalmente l'ovale aurorale fino alle medie latitudini.
Ecco i fattori chiave per le prossime ore sul nostro territorio:
Le tempistiche: i modelli indicano l'inizio dell'impatto a partire dal tardo pomeriggio di oggi, giovedì 4 giugno. Significa che la fase centrale della perturbazione magnetica interagirà con la Terra proprio durante le ore di buio della notte tra giovedì e venerdì, un ottimo tempismo.
Le probabilità reali: alla latitudine dell'Emilia-Romagna (circa 44°N), una tempesta G3 pura rende l'aurora visibile prevalentemente sotto forma di SAR (archi di luce rossa stabili) o deboli bagliori fotogenici verso l'orizzonte nord, percepibili più dai sensori delle fotocamere che a occhio nudo. Tuttavia, data la natura "combinata" delle tre onde d'urto, gli esperti non escludono picchi temporanei più intensi.
Come provare a osservarla: per aumentare al massimo le possibilità di avvistamento o di cattura fotografica, il consiglio è di guardare verso Nord a partire dal crepuscolo. È fondamentale scegliere luoghi bui, lontani dall'inquinamento luminoso della pianura: i crinali del nostro Appennino Reggiano o le colline matildiche rappresentano, come sempre, i balconi ideali.
Monitoreremo l'evoluzione degli indici magnetici (in particolare l'indice Kp) nel corso della serata sui nostri canali. Se i dati in diretta si faranno interessanti, non esiteremo a segnalarlo!
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