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Il fumo degli incendi arriva nel nostro territorio

Questo fine settimana è passato con l'arrivo di una tesa ventilazione di caduta dalle Alpi. Un vento che ha limitato lo spiacevole effetto delle alte temperature e dell'afa. Un vento di caduta che ci racconta una storia fatta di poca umidità, persa sulle Alpi, e di pulizia ... ma allora perchè il cielo appare così pallido e lattiginoso? Cosa ci ha portato in dote questo vento dai quadranti occidentali?

Il fumo degli incendi arriva nel nostro territorio

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Quello che vediamo in modo ben percettibile da ieri sopra la provincia di Reggio Emilia è dovuto alla presenza in quota (tra i 3000 e i 9000 metri circa) di aerosol di fumo trasportati dalle correnti atmosferiche dai vastissimi incendi in Canada. Le particelle di fumo disperse in atmosfera diffondono la luce solare, riducendo la nitidezza del cielo e conferendogli quella tipica tinta biancastra e opalescente che tutti stiamo notando.

Ma cosa contengono queste "nubi" di fumo?
Non si tratta di vere e proprie nubi, ma di un velo di particelle solide e liquide sospese nell’aria.
I principali componenti sono:

-> Particolato fine (PM2.5 e PM10) → le particelle più piccole possono penetrare in profondità nei polmoni.
-> Fuliggine (carbonio elementare e organico).
-> Cenere minerale.
-> Composti organici volatili e semivolatili (alcuni potenzialmente tossici).
-> Gas irritanti come monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO₂), ossidi di azoto (NOx), formaldeide, acroleina.

Ma ci sono dei rischi per noi?
Dipende molto dalla concentrazione che arriva al suolo:
-> In quota abbiamo un effetto prevalentemente ottico (cielo lattiginoso, riduzione della luminosità e dei colori).
-> Al suolo abbiamo il rischio di peggioramento della qualità dell’aria, in particolare se le polveri fini PM2.5 riescono a scendere nei bassi strati atmosferici (cosa che avviene talvolta grazie a discese d'aria o piogge).

I possibili effetti sanitari principali riguardano leggeri problemi respiratori, specialmente per persone asmatiche o con patologie cardiopolmonari. E' possibile anche un po' di irritazione agli occhi e alle vie respiratorie, come se non bastassero già i pollini nell'aria per le persone allgergiche.

In questi giorni i livelli al suolo in Emilia, per ora, non sembrano essere critici: la gran parte del fumo viaggia in quota. Tuttavia monitorare la qualità dell’aria (ARPAE e siti ufficiali) è sempre consigliato.

Perché non si sente l'odore tipico del fumo?
Molto semplice: il grosso della massa fumosa che ci sta raggiungendo è ad alta quota (tra 3 e 9 km), ben distante dal livello del suolo. Gli odori che associamo al fumo (ad esempio quello di legna bruciata) sono legati a composti volatili pesanti che tendono a degradarsi durante il viaggio di migliaia di chilometri o non scendono fino a noi. Quello che rimane sono prevalentemente particelle fini, che hanno un impatto visivo e sulla diffusione della luce, ma non un odore percepibile a terra.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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