Catastrofe in Venezuela: devastante doppio terremoto (Magnitudo 7.5). È il più forte degli ultimi 126 anni
Una drammatica sequenza sismica ha colpito la costa settentrionale del Venezuela nella notte: due scosse violentissime a distanza di pochissimi secondi l'una dall'altra hanno provocato crolli diffusi, morti e feriti. Dichiarato lo stato di emergenza. In Italia, attivazione trascurabile profonda e del tutto strumentale sul Monte Ventasso.
25 Giugno 2026 – Notte di puro terrore in Venezuela, dove una straordinaria e violenta sequenza sismica ha scosso l'intera porzione centro-settentrionale del Paese. La terra ha tremato alle ore 00:04 (italiane) con un primo forte evento registrato dall'INGV e dai sistemi internazionali con una magnitudo preliminare di 7.0 (a una profondità ipocentrale del tutto superficiale). Ma il vero e proprio dramma si è compiuto appena quaranta secondi più tardi, alle 00:05:11, quando un secondo catastrofico sisma di magnitudo 7.5 (Mw) ha colpito la medesima area costiera, localizzato dall'USGS nei pressi di Morón, nello Stato di Carabobo, con un ipocentro fissato a 10 chilometri di profondità.
Il monitoraggio sismico in tempo reale di Meteo Reggio ha tracciato immediatamente i due drammatici eventi, evidenziando la straordinaria energia sprigionata nel raggio di pochissimi chilometri.
Focus locale: microscossa profonda sul Monte Ventasso
Mentre l'attenzione planetaria era rivolta al dramma sudamericano, la rete di monitoraggio sismico locale ha rilevato un movimento tellurico anche nel nostro Appennino, sebbene di natura e rilevanza totalmente differenti. Alle ore 02:58:44 della notte, un sisma del tutto trascurabile ha infatti interessato il fianco occidentale del Monte Ventasso, nel territorio comunale di Ventasso (RE).
L'evento ha fatto registrare una magnitudo bassissima, pari a 2.3, ma la caratteristica principale è stata la sua notevole profondità ipocentrale, calcolata dai sismografi a ben 61.9 km (circa 62 km). Proprio a causa di questo ipocentro così profondo, le debolissime onde sismiche si sono dissipate quasi totalmente prima di raggiungere la superficie: il terremoto è stato puramente strumentale e non è stato avvertito dalla popolazione, senza causare ovviamente alcun tipo di danno.
Il bilancio in Venezuela e lo stato di emergenza
Tutt'altro scenario si vive invece dall'altra parte dell'Oceano. I primi riscontri che giungono dal Sudamerica descrivono una situazione spaventosa. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, è comparsa sulla televisione di Stato per dichiarare ufficialmente lo stato di emergenza nazionale e proclamare la vicina regione di La Guaira "zona di disastro". Il bilancio provvisorio, purtroppo destinato a salire a causa dei numerosi crolli, parla al momento di almeno 164 morti e oltre 900 feriti.
La tragedia è stata amplificata dal calendario: ieri nel Paese si celebrava una giornata festiva (la storica Battaglia di Carabobo), fattore che aveva spinto migliaia di turisti e visitatori a riversarsi proprio lungo le località costiere più vicine all'epicentro. Nella capitale Caracas interi quartieri sono rimasti al buio e la popolazione si è riversata in strada nel panico. Più di 20 le repliche registrate nelle ore successive.
L'analisi tecnica: un evento storico
Un rapporto dello United States Geological Survey (USGS) classifica il terremoto avvenuto in Venezuela come il più forte registrato nella zona settentrionale del Paese negli ultimi 126 anni. L'evento sismico risulta paragonabile per intensità solamente allo storico sisma di magnitudo 7.7 registrato nell'ottobre del 1900.
Gli esperti attribuiscono la violenza del fenomeno alla ridotta profondità dell'epicentro, calcolata tra 10 e 13 chilometri. Secondo l'analisi tecnica, "il rilascio di energia si è verificato superficialmente nel sistema di faglie che forma il confine meridionale della placca caraibica con la placca sudamericana (asse di deformazione che collega i sistemi di faglie di Boconó e San Sebastián)". Questa combinazione di elevata magnitudo e scarsa profondità ha sprigionato un movimento tellurico eccezionale, le cui onde si sono propagate a grande distanza, colpendo la capitale venezuelana e arrivando a interessare in modo distinto anche le regioni limitrofe della vicina Colombia.
Nessun impatto per gli italiani e la rete energetica
Mentre la Croce Rossa Venezuelana denuncia danni critici alle infrastrutture essenziali, sul fronte internazionale il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato che non si registrano vittime tra i connazionali iscritti su Viaggiare Sicuri. Anche le strutture di Eni nel Paese (che coprono circa il 50% del fabbisogno delle centrali elettriche a gas locali) hanno retto l'urto senza subire conseguenze operative.
Continueremo a monitorare la situazione e la rete sismica globale per fornire ulteriori aggiornamenti sul nostro portale.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
Notizie correlate
Lo sciame sismico di Bedonia: cosa sta succedendo nel sottosuolo dell'alto Appennino?
Da oltre 48 ore l’alto Appennino parmense, in particolare la zona attorno a Bedonia, è al centro di una sequenza sismica ravvicinata. Dalle ore 14:26 di domenica 7 giugno, la terra sta tremando con una certa costanza, generando quella che in termini geologici viene definita una sequenza sismica o "sciame". Ad oggi si contano complessivamente 29 scosse di magnitudo pari o superiore a 2.0, culminate nella mattinata di oggi, 9 giugno, con un evento di magnitudo 3.4 avvertito distintamente dalla popolazione locale e nei comuni limitrofi. Cerchiamo di capire dal punto di vista scientifico cosa sta accadendo nel sottosuolo della nostra regione, analizzando i dati e le mappe dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con l'obiettivo di fare chiarezza senza inutili allarmismi.
Leggi tutto
Il tetto dell'Appennino: segreti geologici e di storia del Monte Cimone
Se il Monte Cusna è il "Gigante" che riposa, il Monte Cimone (2165 metri) è l'indiscusso monarca del nostro Appennino. La sua sagoma massiccia e la caratteristica vetta tronca dominano il panorama modenese e sono visibili, nelle giornate limpide, da mezza Pianura Padana fino alle Alpi. Ma qual è la vera natura di questa montagna? Ha una storia simile a quella del Cusna? E cosa c’è di vero dietro i racconti sui suoi profondi mutamenti durante la Seconda Guerra Mondiale? Viaggiamo nel tempo per scoprire i segreti della vetta più alta dell'Appennino settentrionale.
Leggi tutto
Il cuore di pietra del Gigante: La storia geologica del Monte Cusna
Tutti lo conosciamo come il "Gigante": quel profilo inconfondibile che dorme a pancia all'insù, dominando l'alto crinale reggiano con i suoi 2121 metri. Ma vi siete mai chiesti di cosa è fatto questo gigante e quanta strada ha percorso prima di riposare tra le valli dell'Ozola e del Secchia? La storia del Monte Cusna è un viaggio epico fatto di oceani scomparsi, scontri tra continenti e la forza inarrestabile della natura.
Leggi tutto
Piccole scosse tra Appennino Reggiano e Modenese: la terra si muove nella Valle del Dolo
REGGIO EMILIA / MODENA – Nella notte tra il 21 e il 22 aprile, la strumentazione sismica ha rilevato una coppia di eventi di debole entità nell’alto Appennino, interessando in particolare l’area della bassa Valle del Dolo.
Leggi tutto