Avete mai visto lo Stau?
Si fa presto a dire "Stau", se ne sente parlare spesso in meteorologia, specie nel nostro territorio. Ma un conto è parlarne e un altro è riconoscerlo o vederlo con i propri occhi. Vi sarà capitato più volte di vederlo dal vivo, ma solo un occhio un po' più allenato può apprezzarne le dinamiche. Per questo motivo abbiamo provato a crearvi un video durante l'evento del 26 febbraio nella valle del Rio Riazzone tra i Comuni si Scandiano, Casalgrande e Castellarano.
Quello che possiamo osservare nel video è un tipico fenomeno di "stau orografico", ossia la risalita di una massa d'aria umida lungo il versante sopravento di un rilievo montuoso, con conseguente condensazione e formazione di nubi.
Spiegazione meteorologica
-> Origine della corrente umida
-
- L’aria proviene dalla Pianura Padana e ha attraversato il mare Adriatico, arricchendosi di umidità per evaporazione.
- Spinta dal vento di Scirocco, questa massa d’aria viene canalizzata nelle vallate collinari reggiane.
-> Impatto con i primi rilievi
-
- Quando la corrente entra nella valle del Rio Riazzone (tra il monte Evangelo e la Riserva di Casalgrande), è costretta a risalire i primi pendii collinari.
- Durante questa ascesa, l’aria si raffredda adiabaticamente (ossia senza scambi di calore con l’ambiente esterno).
-> Condensazione e formazione della nube
-
- Se l’aria ha abbastanza umidità e il raffreddamento la porta a raggiungere il punto di rugiada, il vapore acqueo si condensa e si formano nubi orografiche.
- La nube che si sviluppa nel video è quindi il segnale visibile di questo processo.
-> Direzione della corrente e influenza dell’Appennino
-
- Dopo la formazione della nube, la corrente d’aria continua a risalire verso il crinale appenninico.
- Se l’umidità è elevata e il sollevamento prosegue, potrebbero formarsi precipitazioni sul versante reggiano dell’Appennino, soprattutto se la corrente incontra aria più fredda in quota (nel caso specifico una corrente di Bora in ingresso da nord-est).
Fenomeni associati
- Questo processo può portare a pioviggini o deboli piogge sui rilievi più alti.
- Se la corrente è persistente, può contribuire alla formazione di nebbia d’avvezione nelle aree collinari.
- In inverno, se l’aria in quota è sufficientemente fredda, il fenomeno può dare origine a nevicate orografiche sul crinale (in questo caso decine di centimetri sul Crinale).
È un ottimo esempio di come la conformazione del territorio e la direzione delle correnti possano influenzare la formazione di nubi e il microclima locale!
WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
Video
Notizie correlate
Il "Ritorno alla Normalità" dopo la fiammata Afro-Azzorriana: niente gelo, solo Aprile
Negli ultimi giorni, la provincia di Reggio Emilia ha vissuto un anticipo d'estate decisamente fuori stagione. L’anticiclone delle Azzorre, spingendo masse d’aria calda di origine nord-africana verso le nostre latitudini, ha fatto segnare picchi di 25°C in pianura e ben 19°C in alta quota. Temperature che, per il periodo pasquale, sono decisamente oltre la media. Tuttavia, l'ultima parte della settimana vedrà un cambiamento di rotta.
Leggi tutto
L'Arco di nuvole sopra Reggio: anatomia di un'incursione Polare
La giornata di ieri, martedì 31 marzo 2026, ci ha regalato uno scenario meteorologico da manuale. Molti cittadini, osservando il cielo "pauroso" e scurissimo che ruotava sopra la città, si aspettavano un imminente nubifragio che, tuttavia, non è mai arrivato. Perché Reggio Emilia è rimasta all'asciutto mentre il termometro crollava?
Leggi tutto
Ciclone "Erminio" in formazione: aria fredda e burrasca sul Crinale, ma Reggio resta ai margini
Mentre l’Appennino sta ancora smaltendo gli effetti del ciclone "Deborah", che ha riportato il bianco sulle nostre vette, l’atmosfera non sembra intenzionata a concedere tregua. Per la giornata di mercoledì 1° aprile, gli occhi dei meteorologi sono puntati sullo Ionio, dove prenderà vita una nuova e profonda struttura depressionaria: il ciclone "Erminio".
Leggi tutto
Alba di cristallo: Il Gigante appenninico tra venti Balcanici e "Fanoni" di luce
Mentre la pianura ancora riposava, le vette dell’Appennino reggiano si sono trasformate questa mattina nel palcoscenico di un evento meteorologico di rara bellezza. Grazie a una complessa interazione tra masse d'aria a distanza di centinaia di chilometri, il crinale ha offerto uno spettacolo di forme e colori che sembrava uscito dal pennello di un pittore.
Leggi tutto