Nuova scossa in Toscana (ML 4.1): perché è stata avvertita fino al Veneto? Il ruolo della profondità
Dopo l'evento di ieri a Fosdinovo, la terra torna a tremare alle 09:40 di oggi, 26 marzo 2026. Nonostante una magnitudo simile, il sisma è stato percepito in un'area vastissima: ecco la spiegazione scientifica.
REGGIO EMILIA – Non si placa l'attività sismica nel versante appenninico toscano. Questa mattina, alle 09:40, una nuova scossa di magnitudo 4.1 ha interessato la Toscana. Sebbene l'intensità sia quasi identica a quella registrata ieri nel massese (4.0), la dinamica di oggi ha presentato caratteristiche molto diverse, portando le segnalazioni di risentimento sismico fino alle Prealpi venete e alla città di Verona.
I dati del sisma e la situazione sul campo
L'evento odierno ha colpito l'area tra Firenze, Prato e Pistoia. Secondo quanto riferito dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e dalle amministrazioni locali, la scossa è stata avvertita distintamente ma, fortunatamente, non si registrano danni a persone o cose.
A Firenze le scuole sono rimaste regolarmente aperte. A Pistoia, la sindaca facente funzioni Anna Maria Celesti ha confermato che, dopo una breve uscita precauzionale dei dipendenti dal Palazzo Comunale, la situazione è tornata alla normalità senza evacuazioni critiche negli istituti scolastici.
Il mistero dell'area di percezione: profondità vs distanza
Molti cittadini si stanno chiedendo come sia possibile che una scossa di magnitudo 4.1 sia stata avvertita a centinaia di chilometri di distanza, mentre quella di ieri è rimasta più "localizzata". La risposta risiede in un dato tecnico fondamentale: la profondità (ipocentro).
Sisma di ieri (Fosdinovo) -> Profondità 10.9 km (superficiale).
Sisma di oggi -> Profondità 52 km (profondo).
Il terremoto di oggi è avvenuto a una profondità circa 5 volte superiore rispetto a quello di ieri.
La dinamica: perché i terremoti profondi "viaggiano" di più?
Esiste una regola fisica precisa nella propagazione delle onde sismiche:
-> Terremoti superficiali (come ieri): l'energia si sprigiona vicino alla superficie. Questo causa scosse molto forti ed intense vicino all'epicentro, ma l'energia viene assorbita rapidamente dalle rocce crostali più "fratturate" e superficiali, esaurendosi in un raggio chilometrico minore.
-> Terremoti profondi (come oggi): quando il "crack" avviene a 52 km di profondità, le onde sismiche attraversano strati di roccia più densi, compatti e uniformi. In queste condizioni, la roccia si comporta come un ottimo conduttore: l'energia incontra meno ostacoli e riesce a viaggiare molto più lontano, "abbracciando" aree geografiche enormi (come dimostra la mappa del risentimento che tocca il Veneto) ma con un'intensità percepita più attenuata e "ondulatoria" rispetto a un sisma superficiale.
Monitoraggio continuo
Come per l'evento di ieri, anche in questo caso non si sono registrati al momento assestamenti significativi. La situazione è monitorata costantemente dalle reti sismiche nazionali e locali.
Invitiamo i cittadini a consultare la nostra pagina in tempo reale per ogni aggiornamento e per visualizzare la mappa interattiva dei risentimenti: 👉 Monitoraggio Terremoti Meteo Reggio
Grafici: MeteoReggio.it e INGV
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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