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Il grande caldo migliora ma non si placa

Senza ombra di dubbio nel nostro territorio la primavera è stata più che clemente, regalandoci molta pioggia "gentile" e temperature senza particolari eccessi alternando fasi calde a fasi fresche (almeno fino a questo ultimo affondo africano). Ma nel resto del Mondo la situazione non è così rosea e lo confermano i dati.

Il grande caldo migliora ma non si placa

Senza ombra di dubbio nel nostro territorio la primavera è stata più che clemente, regalandoci molta pioggia "gentile" e temperature senza particolari eccessi alternando fasi calde a fasi fresche (almeno fino a questo ultimo affondo africano). Ma nel resto del Mondo la situazione non è così rosea e lo confermano i dati.

Un esempio emblematico di quanto stia accadendo ci arriva dall'Arabia Saudita con la "strage climatica" di fedeli mussulmani accorsi a La Mecca per l'annuale celebrazione dell'Eid Al-Adha, la festa del sacrificio, la più importante e sentita dai fedeli che in quest'occasione sono chiamati a compiere il pellegrinaggio dell'Hajj nella città saudita. Più di 1,83 milioni di musulmani hanno sfidato le terribili temperature pomeridiane che hanno toccato il picco di 51,8°C il 17 giugno. Questa è la causa principale del decesso di oltre 1.000 pellegrini giunti sul posto per la ricorrenza.



In generale possiamo dire che la temperatura media del nostro Pianeta è ancora a livelli di record storico, non siamo ancora riusciti a scendere sotto i terribili valori toccati nel 2023 (se non per 3 soli giorni a inizio marzo e 8/9 giugno). Nonostante il fresco percepito nel nord Italia, In Europa, la temperatura media di maggio 2024 è stata di 0,88°C superiore alla media climatica del periodo 1991-2020, rendendolo il terzo maggio più caldo mai registrato. Se nel nord Italia avevamo condizioni buone, lo stesso non si può dire per il meridione e per la Scandinavia che erano alle prese con un caldo anomalo e persistente.

Anche i mari intorno al globo non se la passano bene. Anche qui da più di un anno i termometri viaggiano su livelli mai toccati prima, colpa di "El Nino" che ha condizionato il 2023 più che negativamente. Ora questa presenza è scomparsa, ma per inerzia i mari e gli oceani impiegano molto tempo a raffreddarsi. Se guardiamo le curve, però, la speranza che i valori si portino sotto il tremendo 2023 entro pochi giorni c'è. Si tratta di una magra consolazione, ma pur sempre un segnale di miglioramento.



Purtroppo finchè non verranno fermate le emissioni di gas serra il problema non potrà che peggiorare su scala globale anno dopo anno. Il rischio concreto è che si arrivi alla temuta soglia dei +1,5°C di riscaldamento globale entro maggio 2033, soglia che si pensava di poter raggiungere non prima del 2050.

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Dott. Matteo Benevelli