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Starship 4 è stata un completo successo

Il 6 di giugno avrà un altro motivo per essere ricordato come data (almeno astronauticamente), oggi pomeriggio è avvenuto con successo il 4° test di volo del sistema "Starship" di Space X. Un successo frutto dei tanti passi in avanti compiuti con i test dei mesi scorsi, test spesso derisi dai media italiani che purtroppo peccano di arroganza in una materia a loro poco congeniale. Poco importa del gudizio della stampa, questa volta il successo è completo. Di intoppi se ne sono verificati, ma nessuno di questi ha compromesso la missione.

Starship 4 è stata un completo successo

Un successo su ogni riga per la Space X, che finalmente mette a tacere chi di astronautica non è molto avvezzo. 
La partenza è stata quasi perfetta con un solo motore spento sui 33 raptor montati sul razzo Super-Heavy, questo non ha inciso più di tanto sulla spinta del vettore che ha scagliato verso l'alto la navicella Starship.




Tutto bene anche al momento della separazione, uno dei passaggi chiave di qualsiasi lancio spaziale. Passaggio molto a rischio che in passato ha portato all'esplosione del razzo (il primo tentativo), a causa dell'accensione dei motori della Starship troppo vicini al serbatoio.



Uno dei momenti più emozionanti è stato sicuramente il rientro in mare del Super-Heavy, che ha eseguito perfettamente tutte le manovre programmate. Ad 1 Km dal suolo i motori hanno rallentato il gigantesco vettore permettendogli un delicato ammaraggio nel Golfo del Messico. Ammaraggio che ha determinato la perdita del Super-Heavy, ma tutto era calcolato, così come l'impatto ambientale del relitto sul fondo del mare.





A questo punto la Starship ha orbitato per più di un'ora attorno alla Terra a circa 150 km dal suolo.


Attimi di ansia e preoccupazione sono arrivati quando dalle immagini delle webcam a bordo si è notato un problema allo scudo termico ed a uno degli "alettoni" che ne governa l'assetto. Alcune piastrelle dello scudo si sono staccate per l'attrito con il plasma dell'atmosfera. L'acciaio ha iniziato a liquefarsi ed una grossa falla si è aperta nell'alettone. Per diversi minuti la telecamera sporca non ci ha permesso di vedere cosa stava accadendo, ma il fatto stesso che le immagini arrivassero ci faceva capire che tutto era recuperabile.




La Starship ha continuato, quindi, a svolgere le manovre che l'avrebbero portata all'ammaraggio nell'oceano Indiano.


Dopo un'ora e sei minuti di volo la Starship è rientrata eseguendo una manovra di atterraggio a "pancia in giù" a 500 Km/h per poi girarsi di colpo a 1 km dalla superfice del mare mettendosi in posizione verticale e riaccendendo i motori per rallentare.
A questo punto le immagini ci hanno mostrato un perfetto "Splash-Down" come quello di un'ora prima. Un ammaraggio delicato e perfettamente verticale.

Un'importante pagina dell'esplorazione spaziale è stata scritta. Ora abbiamo un sistema di lancio in grado di portare carichi e persone verso la Luna ... e oltre.


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Dott. Matteo Benevelli