Lo SMOG non è tutto uguale
In questi giorni è divenuto attuale parlare dell'inquinamento dell'aria, in virtù di quella nociva foschia grigia che è sopra le teste di tutti e che è chiaramente visibile. Anche l'olfatto percepisce un odore acre e acidulo dovuto agli inquinanti nell'aria. In molti associano l'inquinamento dell'aria al traffico veicolare, ma farlo è qualcosa di riduttivo. Lo SMOG non è tutto uguale, vi sono diverse voci che concorrono nel creare quella singola parola di quattro lettere. Però quando abbiamo giornate di grave inquinamento dell'aria, come quelle in corso, è normale sentire dagli organi d'informazione che scattano le "limitazioni al traffico". Questo genere di intervento ci tocca da vicino e spesso ci fa innervosire, ma si tratta del primo intervento emergenziale sul quale si può intervenire. Gli effetti benefici sono scarsissimi e spesso inefficaci, ma nel breve termine non si può fare di meglio.
Lo SMOG non è tutto uguale, vi sono diverse voci che concorrono nel creare quella singola parola di quattro lettere.
Però quando abbiamo giornate di grave inquinamento dell'aria, come quelle in corso, è normale sentire dagli organi d'informazione che scattano le "limitazioni al traffico". Questo genere di intervento ci tocca da vicino e spesso ci fa innervosire, ma si tratta del primo intervento emergenziale sul quale si può intervenire. Gli effetti benefici sono scarsissimi e spesso inefficaci, ma nel breve termine non si può fare di meglio.
Lo SMOG non è tutto uguale, vi sono diverse voci che concorrono nel creare quella singola parola di quattro lettere.
Per conoscerlo meglio partiamo dalla parola stessa, che è la fusione di due ternimi inglesi "Smoke" (fumo) e "Fog" (nebbia). Una fusione che può voler dir tutto come niente, ma dobbiamo entrare nell'ottica che stiamo parlando di una nuvola di gas e polveri che può contenere diversi ingredienti.
Si tratta, quindi, di una forma di inquinamento atmosferico caratterizzata dalla presenza nell'aria di particelle sospese e di gas nocivi, come biossido di azoto (NO2), ossidi di zolfo (SOx), composti organici volatili (COV), ozono troposferico (O3) e tanti altri.
Possono avere origine naturale (sabbia del deserto, pollini, eruzioni vulcaniche, ...), o antropica (la gran parte). Ed è principalmente divisibile in due parti:
Smog fotochimico: Si forma quando gli ossidi di azoto e i composti organici volatili reagiscono con la luce solare per creare ozono troposferico e altri inquinanti secondari. È spesso associato a giornate calde e soleggiate e si manifesta più comunemente in aree urbane con traffico intenso.
Smog nebbioso: Si forma quando le particelle di fuliggine e i gas di scarico si mescolano con la nebbia o la foschia. Questo tipo di smog è più comune in condizioni meteorologiche stabili e può verificarsi in inverno, quando il riscaldamento domestico è più diffuso e spesso abbiamo inversione termica nella nostra pianura.
Cerchiamo di fare una rapida carrellata di cosa viene prodotto da chi. Partiamo dai principali inquinanti (non tutti... non vogliamo annoiarvi troppo):

- Polveri sottili (PM) -> le colpe maggiori di questo tipo di inquinante sono da imputare principalmente agli impianti di riscaldamento. L'uso di combustibili fossili come carbone, gas naturale e legna per il riscaldamento domestico contribuisce largamente alle emissioni di CO2, specialmente in aree urbane dove sono diffuse le caldaie a gas. Il trasporto veicolare ha un discreto impatto e si piazza al secondo posto con un 20% circa di colpe.
- Biossido di azoto (NO2) -> è prodotto principalmente da processi di combustione a elevate temperature, sia di origine naturale che antropica. I veicoli a motore, in particolare quelli alimentati a benzina e diesel, sono una fonte significativa di NO2, poiché i gas di scarico dei veicoli contengono ossidi di azoto. Un'altra fonte importante, ma molto meno incidente, è dovuta alle attività industriali che coinvolgono la combustione di combustibili fossili, come centrali elettriche, impianti di incenerimento dei rifiuti, acciaierie e altre industrie pesanti.
- Biossido di zolfo (SO2) -> è prodotto principalmente da processi di combustione che coinvolgono il carbone, il petrolio e il gas naturale. Le centrali elettriche alimentate a carbone sono una delle principali fonti di biossido di zolfo. Durante la combustione del carbone, il solfuro presente nel carbone si ossida e produce SO2 che viene rilasciato nell'atmosfera. Se parliamo, quindi, di combustione di fonti fossili, anche il riscaldamento domestico e l'industria hanno un forte impatto.
- Ammoniaca (NH3) -> può reagire con altri inquinanti atmosferici, come gli ossidi di azoto (NOx) e gli ossidi di zolfo (SOx), per formare particolato fine (PM2.5). Il PM2.5 è una miscela di particelle solide e liquide sospese nell'aria che può penetrare profondamente nei polmoni e causare problemi respiratori, malattie cardiache, irritazioni agli occhi e alla gola, e altri problemi di salute. Qui la fanno da padroni i settori agricolo e allevamento intensivi. L'uso di fertilizzanti azotati, come urea e ammoniaca anidra, nelle pratiche agricole è una delle principali fonti di emissioni di ammoniaca nell'aria. L'ammoniaca può essere rilasciata nell'aria durante l'applicazione dei fertilizzanti o successivamente, a causa della volatilizzazione del fertilizzante dal terreno. Le deiezioni animali, come letame e urina, contengono azoto organico che può essere trasformato in ammoniaca e rilasciato nell'aria. Le stalle e i depositi di letame non adeguatamente gestiti possono essere fonti significative di emissioni di ammoniaca.
- Metano (CH4) -> Trenta volte più minaccioso della CO2 in termini di effetto serra. E ancora una volta rivolgiamo lo sguardo agli allevamenti intensivi, responsabili di una grande quantità di emissioni. Il processo di digestione dei ruminanti, come mucche, pecore e capre, produce metano come sottoprodotto. Le emissioni di metano derivanti dallo stomaco dei ruminanti, chiamate eruttazioni, contribuiscono significativamente alle emissioni totali di metano. Un'altra discreta fetta delle emissioni di metano vanno alla raccolta e gestione dei rifiuti. La decomposizione anaerobica dei rifiuti organici in discariche produce metano come gas di decomposizione. Le discariche non controllate o non gestite adeguatamente possono essere fonti significative di emissioni di metano.
- Anidride Carbonica (CO2) -> Probabilmente il gas serra più conosciuto e strettamente legato a tutto ciò che ha a che fare con la combustione di fonti fossili. La produzione di energia elettrica e termica utilizzando combustibili fossili come carbone, gas naturale e petrolio è una delle principali fonti di emissioni di CO2 nella regione. Le centrali elettriche, le centrali termoelettriche e gli impianti di cogenerazione contribuiscono notevolmente alle emissioni totali di CO2.
L'elenco degli inquinanti è ancora lungo, questi sono quelli che ci siamo sentiti di trattare e per non annoiarvi troppo ci fermiamo. Tutto questo per farvi capire che quando si parla di inquinamento dell'aria non dobbiamo pensare solo alle automobili.
WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli