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Autostrada Celeste sopra l'Appennino: il Ritorno delle Gru

Se in questi giorni, alzando gli occhi verso le vette del nostro Appennino, avete scorto lunghe scie scure a forma di "V" o sentito un richiamo primordiale e gracchiante squarciare il silenzio, non è stata un'allucinazione. Le Gru cenerine (Grus grus) sono tornate.

Autostrada Celeste sopra l'Appennino: il Ritorno delle Gru

Se in questi giorni, alzando gli occhi verso le vette del nostro Appennino, avete scorto lunghe scie scure a forma di "V" o sentito un richiamo primordiale e gracchiante squarciare il silenzio, non è stata un'allucinazione. Le Gru cenerine (Grus grus) sono tornate.

Nonostante il calendario segni solo l'inizio di febbraio, i primi stormi stanno già sorvolando la provincia di Reggio Emilia, anticipando la primavera di diverse settimane.

Il "Motore" Atlantico: un aiuto dal meteo

Non è un caso che il passaggio stia avvenendo proprio ora. La chiave di questa migrazione anticipata risiede nelle attuali condizioni meteorologiche. Le forti correnti d'aria mite in arrivo dall'Atlantico stanno agendo come un vero e proprio tapis roulant atmosferico, invogliando l'avanguardia più audace a compiere questo istintivo viaggio verso est.

Questi venti portanti forniscono agli stormi una spinta fondamentale, permettendo loro di risalire dalla Spagna e dal Nord Africa verso il nord-est Europa con un dispendio energetico minimo. Invece di lottare contro correnti gelide da est, le gru cavalcano il flusso mite, tagliando i cieli italiani in direzione del Baltico e della Russia.

Coordinate di un viaggio epico

Per chi abita sul nostro crinale o nella zona pedemontana, lo spettacolo è assicurato:

-> La Rotta: gli stormi risalgono la costa ligure per poi valicare l'Appennino reggiano, puntando decisi verso la Pianura Padana e l'Adriatico.
-> La Formazione: volano in formazioni a cuneo per sfruttare l'aerodinamica; il leader fende l'aria e gli altri seguono sfruttando la scia, dandosi il cambio regolarmente.
-> Il Richiamo: il loro verso è udibile anche a chilometri di distanza, un "trombetttio" inconfondibile che serve a mantenere unito il gruppo durante il volo.

Uno sguardo al futuro

Questo passaggio precoce è un segnale di come i cicli biologici si stiano adattando a inverni sempre più brevi e miti. Mentre noi ci godiamo lo spettacolo, le gru hanno già la mente (e le ali) rivolta ai siti di nidificazione nel profondo Nord.

Occhi aperti, dunque! Se riuscite a scattare una foto o a riprendere un video del loro passaggio sopra le nostre montagne, taggateci sui social.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli