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Epifania bianca per l’Emilia: il satellite svela i confini della neve

Le immagini satellitari ad alta risoluzione dei sistemi MODIS (NASA) e Sentinel (Copernicus) catturate nella mattinata di martedì 7 gennaio offrono una prospettiva cristallina degli effetti del peggioramento meteorologico che ha colpito l'Emilia-Romagna nel giorno dell'Epifania. Gli scatti mostrano una regione divisa graficamente a metà, dove il bianco della neve disegna i confini di un evento tanto atteso quanto estremamente localizzato.

Epifania bianca per l’Emilia: il satellite svela i confini della neve

Le immagini satellitari ad alta risoluzione dei sistemi MODIS (NASA) e Sentinel (Copernicus) catturate nella mattinata di martedì 7 gennaio offrono una prospettiva cristallina degli effetti del peggioramento meteorologico che ha colpito l'Emilia-Romagna nel giorno dell'Epifania. Gli scatti mostrano una regione divisa graficamente a metà, dove il bianco della neve disegna i confini di un evento tanto atteso quanto estremamente localizzato.

La dinamica dell'evento: aria secca vs umidità

La nevicata del 6 gennaio non è stata democratica. Mentre il modenese e il bolognese sono stati investiti da precipitazioni copiose e fiocchi a falda ampia (grazie a una colonna d’aria omogenea e umida), il reggiano occidentale e la pianura limitrofa sono rimasti all'asciutto.

La causa di questo "taglio" netto è da ricercarsi nelle correnti in quota: infiltrazioni di aria secca hanno agito come uno scudo, allontanando le precipitazioni più intense verso est. A terra, la Bora ha mantenuto le temperature basse, mentre sopra i 3.000 metri soffiavano correnti da sud-ovest, creando un contrasto termico che ha favorito la tenuta della neve solo dove l'umidità era sufficiente.

L'Appennino imbiancato e il "miraggio" della Pedecollinare

Dall'analisi dello scatto Copernicus, si nota chiaramente la "spolverata" di pochi centimetri che ha interessato l'Appennino reggiano. Tuttavia, muovendosi verso nord, si osserva come sulla Pedecollinare del comprensorio ceramico il suolo appaia nudo: qui, nonostante le prime timide nevicate del mattino, l'accumulo non è riuscito a consolidarsi.

Il risveglio dopo la tempesta: gelo e fusione

Il passaggio del fronte ha lasciato il posto al cielo sereno martedì 7, innescando un drastico calo termico dovuto all'irraggiamento notturno:

-> In Pianura: Le temperature sono crollate tra -2° e -3°C.
-> In Montagna: Si sono toccati picchi di -7°/-8°C, preservando lo strato nevoso nelle zone d'ombra.

Nelle ore successive, il sole del pomeriggio ha iniziato il suo lavoro di erosione del manto. Sulla bassa collina, in località come Baiso, Carpineti e Casina, le massime attorno al +1°C hanno favorito una parziale fusione, ben visibile nelle sfumature più tenui del bianco riprese dal satellite prima del tramonto.

Queste immagini restano la testimonianza di un'Epifania che ha regalato un sapore d'inverno autentico, ricordandoci però quanto la meteorologia locale sia soggetta a variabili microclimatiche capaci di cambiare il paesaggio nel giro di pochissimi chilometri.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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