Torna la calma, ma le piogge di ieri sono legate al Mediterraneo?
Assolutamente sì, le condizioni termiche elevate del Mar Mediterraneo come quelle che ci mostra la grafica del 24 ottobre 2025 hanno alimentato la forza dei temporali di giovedì 23 ottobre e sono un fattore chiave che può alimentare altri eventi temporaleschi nel caso in cui arrivi una nuova corrente fresca dall'Atlantico ...
Assolutamente sì, le condizioni termiche elevate del Mar Mediterraneo come quelle che ci mostra la grafica del 24 ottobre 2025 hanno alimentato la forza dei temporali di giovedì 23 ottobre e sono un fattore chiave che può alimentare altri eventi temporaleschi nel caso in cui arrivi una nuova corrente fresca dall'Atlantico.
Ecco il perché:
Ruolo dell'Anomalia Termica Marina
L'anomalia positiva della temperatura superficiale del mare (SST, Sea Surface Temperature) significa che le acque sono significativamente più calde della media per questo periodo dell'anno.
-> Maggiore Evaporazione e Umidità: L'acqua più calda evapora in quantità maggiore rispetto all'acqua più fredda. Questo processo immette nell'aria sovrastante una massa d'aria estremamente umida.
-> Combustibile per i Temporali: L'aria molto umida è il "combustibile" principale per i fenomeni temporaleschi. L'energia potenziale di un temporale è legata al calore latente rilasciato dalla condensazione di questo vapore acqueo. Più vapore acqueo c'è, maggiore è l'energia potenziale disponibile.
-> Aumento dell'Instabilità: Quando l'aria fredda e instabile, come quella scagliata dal ciclone "Benjamin", si muove sopra un mare molto caldo, la differenza di temperatura tra la superficie del mare (calda) e l'aria in quota (fredda) aumenta notevolmente. Questo incremento del gradiente termico verticale (la variazione di temperatura con l'altezza) è un forte fattore di instabilità atmosferica. L'aria calda e umida vicino alla superficie tende a salire più vigorosamente, innescando e intensificando la convezione, che è il meccanismo alla base dei temporali.
In sintesi, un Mediterraneo caldo fornisce un apporto energetico e idrico eccezionale. Se l'aria fredda in quota persiste, o se nuove perturbazioni si muovono sul bacino, avranno a disposizione una riserva illimitata di vapore acqueo e una forte instabilità, che possono portare a:
Maggiore energia disponibile si traduce in fenomeni più violenti, venti forti e fulminazioni.
La grande quantità di vapore acqueo condensato può scaricare al suolo volumi d'acqua molto elevati in breve tempo, aumentando il rischio di alluvioni lampo (come i 100/150 mm caduti nella valle dell'Enza, che sono un quantitativo significativo, anche se non hanno causato disagi a valle in questo caso specifico).
Quindi, finché il Mediterraneo manterrà queste anomalie termiche positive, qualsiasi incursione di aria fredda e instabile sui suoi settori meridionali e centrali sarà a rischio di innescare fenomeni meteorologici estremi o di amplificare notevolmente la forza dei sistemi temporaleschi.
Ne abbiamo in arrivo?
Nei prossimi giorni no, ma qualcosa potrebbe presentarsi nella seconda metà della prossima settimana (ma è ancora molto presto per una vera previsione).
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli