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Torna l'inversione termica e peggiorerà la qualità dell'aria per qualche giorno.

Ci stiamo avvicinando al periodo natalizio, ma chi si aspetta la neve dovrà rimandare il suggestivo appuntamento ad un altro anno. Questo perché giorno dopo giorno l'Anticiclone delle Azzorre ha preparato le condizioni ideali per l'inversione termica, determinando temperature ...

Torna l'inversione termica e peggiorerà la qualità dell'aria per qualche giorno.

Ci stiamo avvicinando al periodo natalizio, ma chi si aspetta la neve dovrà rimandare il suggestivo appuntamento ad un altro anno. Questo perché giorno dopo giorno l'Anticiclone delle Azzorre ha preparato le condizioni ideali per l'inversione termica, determinando temperature massime più gradevoli in Appennino rispetto alla Pianura. Un denso cuscinetto di aria fredda e umida durante la notte e primissime ore del mattino si rinforza sempre più e facilmente ciò creerà le condizioni ideali per il ritorno della nebbia.

I modelli, infatti, sembrano sempre più inclini a prevedere già da domani sera il ritorno della fitta cappa di umidità che esacerberà sempre di più questa inversione.

Purtroppo è atteso anche un peggioramento repentino della qualità dell'aria, che già tra il 15 ed il 16 dicembre scorsi ha superato i limiti di legge per quel che riguarda le polveri sottili. Giovedì 21, infatti, le polveri potrebbero nuovamente portarsi oltre questa soglia vicino al fiume Po. Soltanto in Collina la qualità dell'aria sarà buona, questo perchè sulla fascia Montana la qualità è inficiata dalla presenza di alte concentrazioni di Ozono.

Attenzione però al Favonio!
Dal solstizio d'inverno, che quest'anno arriverà venerdì 22 dicembre, tornerà a farci vista il vento caldo. Un vento che avrà il merito di asciugare l'aria ed allontanare nuovamente le polveri sottili su tutta la Regione. Sarà lecito attenderci delle temperature tutt'altro che invernali con punte che potrebbero sfiorare di non molto i 20°C tanto in Pianura quanto in Appennino.

Insomma... non proprio un bianco Natale, ma un Natale figlio della crisi climatica, figlio di un disastroso 2023 che a livello globale farà registrare un terribile record di caldo estremo. Un terribile anno che potrebbe distanziare di molto il precedente.