Perché le nubi non crescono oltre una certa quota?
Osservando un temporale svilupparsi di giorno (ma anche di notte), con i suoi imponenti cumuli torreggianti illuminati dai lampi, ci si accorge di un dettaglio affascinante: le nubi, pur crescendo in altezza, sembrano urtarsi contro un “tetto” invisibile, oltre il quale non riescono a spingersi. Ma perché accade questo? ...
Osservando un temporale svilupparsi di giorno (ma anche di notte), con i suoi imponenti cumuli torreggianti illuminati dai lampi, ci si accorge di un dettaglio affascinante: le nubi, pur crescendo in altezza, sembrano urtarsi contro un “tetto” invisibile, oltre il quale non riescono a spingersi. Ma perché accade questo?
Le nubi responsabili dei fenomeni atmosferici in senso stretto – pioggia, grandine, temporali – si formano nella troposfera, lo strato più basso dell’atmosfera terrestre, che si estende per circa 10-12 km alle nostre latitudini. È qui che troviamo la maggior parte del vapore acqueo, il “carburante” delle nubi. Quando le correnti ascensionali sollevano aria calda e umida, questa si raffredda, il vapore condensa e nascono i cumuli che, nelle condizioni più instabili, diventano enormi cumulonembi.
La loro crescita verticale però non è infinita: si arresta quando incontrano la tropopausa, lo strato di separazione tra troposfera e stratosfera. In questo punto la temperatura smette di diminuire con la quota e l’aria sovrastante, più stabile, agisce come un tappo. Ecco perché i cumulonembi, dopo essersi innalzati per chilometri, si espandono orizzontalmente formando la tipica incudine.
Esistono però nubi anche oltre la tropopausa, nella stratosfera e perfino nella mesosfera, ma sono fenomeni rari e molto diversi da quelli a cui siamo abituati. Tra le più note ci sono le nubi madreperlacee (o stratosferiche polari), che si formano a 20-30 km di quota in regioni artiche, e le spettacolari nubi nottilucenti, visibili d’estate tra 75 e 85 km, composte da minuscoli cristalli di ghiaccio illuminati dal Sole sotto l’orizzonte.
Queste nubi “alte” non hanno effetti sul tempo al suolo: non portano pioggia né temporali, ma ci ricordano che l’atmosfera è un laboratorio complesso e meraviglioso, dove ogni strato ha un ruolo preciso. I nostri temporali e le nuvole quotidiane restano confinati alla troposfera, ma là sopra, a quote inimmaginabili, esistono cieli ancora più rari e straordinari.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli