Starship 10: finalmente il volo che segna un nuovo capitolo nell'esplorazione spaziale
Questa notte SpaceX ha scritto un pezzo di storia con il decimo volo di prova di Starship, il razzo più grande e potente mai costruito. Dopo una lunga serie di test complicati, questa missione è stata la dimostrazione che il sogno di Elon Musk di portare l'umanità oltre la Terra sta diventando sempre più concreto. Il lancio, inizialmente previsto due giorni fa, era stato rinviato per problemi tecnici e maltempo. All'1:30 italiana del 27 agosto, però, il colosso di acciaio alto 120 metri ha lasciato la rampa di lancio con una sequenza impeccabile. Un momento emozionante, seguito in diretta da migliaia di appassionati in tutto il mondo ...
Questa notte SpaceX ha scritto un pezzo di storia con il decimo volo di prova di Starship, il razzo più grande e potente mai costruito. Dopo una lunga serie di test complicati, questa missione è stata la dimostrazione che il sogno di Elon Musk di portare l’umanità oltre la Terra sta diventando sempre più concreto.
Il lancio, inizialmente previsto due giorni fa, era stato rinviato per problemi tecnici e maltempo. All’1:30 italiana del 27 agosto, però, il colosso di acciaio alto 120 metri ha lasciato la rampa di lancio con una sequenza impeccabile. Un momento emozionante, seguito in diretta da migliaia di appassionati in tutto il mondo.
Che cosa è successo di così importante?
Starship è un sistema a due stadi: il primo, chiamato Super Heavy, serve per spingere il veicolo fuori dall’atmosfera; il secondo, la Ship, è pensato per viaggi verso la Luna, Marte e oltre. In questo volo, Super Heavy ha eseguito manovre mai riuscite prima, come il rientro controllato e lo splashdown nel Golfo del Messico, un obiettivo che in passato aveva fatto fallire altri tentativi.
La parte superiore, la Ship, ha compiuto diversi test fondamentali: ha rilasciato otto satelliti Starlink, una prova chiave per le future missioni, e soprattutto ha riacceso un motore in orbita, un passaggio indispensabile per i viaggi interplanetari.
Non è finita: durante il rientro, SpaceX aveva volutamente rimosso parte delle piastrelle termiche per sperimentare nuovi materiali. Nonostante queste condizioni estreme e la perdita di alcune componenti, la Ship è riuscita a ammarare nell’Oceano Indiano, vicino al punto previsto come testimoniato dalle emozionanti immagini catturate da un drone marino dotato di telecamere pronto a riprendere l'ammaraggio.
Per SpaceX, questo volo non è solo un successo tecnico, ma una porta aperta verso il futuro: Starship sarà il veicolo che porterà uomini e infrastrutture su Marte, secondo i piani dell’azienda. Non sorprende quindi l’entusiasmo di Elon Musk, che ha celebrato il traguardo complimentandosi con i suoi team.
Il cammino verso Marte è ancora lungo, ma con questo test la strada sembra più chiara che mai.
Quando si parla di lanci spaziali, la prima immagine che ci viene in mente è quella di fiamme, fumo e tonnellate di carburante bruciate in pochi minuti. Ed è vero: i razzi non sono certo “ecologici” nel senso stretto del termine. Ma con il progetto Starship, SpaceX sta provando a cambiare le regole del gioco, puntando a un sistema che riduca il più possibile l’impatto ambientale.
Starship è costruita quasi interamente in acciaio inossidabile. Una scelta che sembra “vecchia scuola” ma che in realtà porta diversi vantaggi ambientali:
-> Riciclabile al 100%: niente compositi con resine o fibre di carbonio difficili da smaltire.
-> Resistente senza rivestimenti chimici: riduce la necessità di vernici e materiali tossici.
-> Durata e riuso: lo stesso stadio può volare più volte, limitando la produzione di nuovi razzi.
-> Quando un componente finisce in mare, il metallo non rilascia sostanze nocive: non è ideale, ma molto meglio di altre leghe o compositi.
I motori Raptor di Starship funzionano con metano liquido (CH₄) e ossigeno liquido (LOX). Rispetto al cherosene dei vecchi Falcon 9 o degli storici razzi Soyuz, questo propellente:
-> Produce meno fuliggine (niente nuvole nere nel cielo);
-> Evita composti clorurati (presenti negli Shuttle e dannosi per l’ozono);
-> Si dissipa senza inquinare l’acqua in caso di residui, perché metano e ossigeno evaporano.
Inoltre, SpaceX punta al metano “verde”, ottenuto catturando CO₂ dall’atmosfera e combinandola con idrogeno da fonti rinnovabili. Un giorno, il carburante di Starship potrebbe essere quasi a impatto zero!
La vera rivoluzione è la riutilizzabilità completa. Ogni stadio è progettato per tornare a Terra e volare di nuovo, come un aereo. Questo significa meno rottami nello spazio, negli oceani e meno produzione industriale.
Ma attenzione! Non stiamo dicendo che sia un "razzo sostenibile".
Starship non è “ecologica” in senso assoluto, ma rispetto ai lanciatori tradizionali riduce moltissimo le emissioni e i rifiuti. E soprattutto, apre la strada a una generazione di viaggi spaziali più rispettosa dell’ambiente terrestre.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
Immagini: Associated Press