Padre Angelo Secchi: l'astronomo reggiano che ha lasciato il segno sulla Luna
Oggi, 28 giugno, celebriamo l'anniversario della nascita di Padre Angelo Secchi (1818-1878), uno dei più grandi astronomi italiani, nato a Reggio Emilia. La sua eredità scientifica ha attraversato i secoli e i confini terrestri, arrivando fino alla Luna. Pochi forse sanno che sul nostro satellite naturale esistono ben tre strutture lunari che portano il suo nome: il Cratere Secchi, i Monti Secchi e la Rima Secchi. Ma cosa sono esattamente questi luoghi lunari dedicati a Secchi?
Oggi celebriamo l’anniversario della nascita di Padre Angelo Secchi (1818-1878), uno dei più grandi astronomi italiani, nato a Reggio Emilia. La sua eredità scientifica ha attraversato i secoli e i confini terrestri, arrivando fino alla Luna. Pochi forse sanno che sul nostro satellite naturale esistono ben tre strutture lunari che portano il suo nome: il Cratere Secchi, i Monti Secchi e la Rima Secchi.
Ma cosa sono esattamente questi luoghi lunari dedicati a Secchi?
Cratere Secchi
Il Cratere Secchi è una depressione circolare situata tra il Mare Tranquillitatis e il Mare Fecunditatis, due delle grandi “distese scure” della Luna visibili anche a occhio nudo dalla Terra. Si tratta di un piccolo cratere da impatto che, come altri milioni sulla superficie lunare, racconta la storia di antiche collisioni cosmiche. Tuttavia, essere ricordati sulla Luna con un cratere significa entrare nella toponomastica astronomica internazionale, un onore riservato solo a coloro che hanno dato contributi fondamentali alla scienza.
Il bordo del cratere è aperto sia a nord che a sud, lasciando due creste curve che si fronteggiano all'interno del fondo craterico. È affiancato, sul lato ovest, da una sezione della catena montuosa dei Montes Secchi. Ha un diametro di ben 22 km e non dista tanto dal sito del primo allunaggio compiuto dalla missione Apollo 11 che portò per la prima volta una coppia di uomini sulla Terra.
Monti Secchi
Non lontano dal cratere si trovano i Monti Secchi, una piccola catena montuosa che si erge dalla pianura basaltica del Mare Fecunditatis. Su una superficie come quella lunare, dominata da mari e crateri, le catene montuose sono strutture geologiche di grande interesse: si formano per antiche spinte tettoniche o come bordi rialzati di giganteschi bacini da impatto.
Presenta un'estensione di oltre 50 km, ma non è una catena montuosa imponente, piuttosto una serie di rilievi collinari. È una piccola catena montuosa che si trova a ovest del cratere Secchi, adiacente al suo bordo occidentale.
Rima Secchi
La Rima Secchi è invece una lunga frattura lineare che attraversa la superficie lunare nelle vicinanze del cratere e dei monti omonimi. Le rimae lunari sono fenditure che si formano per il raffreddamento e la contrazione della crosta lunare o per antichi flussi di lava. Sono come cicatrici che raccontano il passato vulcanico e tettonico della Luna. Ha una lunghezza combinata di circa 40 chilometri. La porzione settentrionale delle Rimae Secchi è circondata da un alone scuro, che si ritiene sia composto da depositi piroclastici, come ceneri vulcaniche. Questi depositi sono comuni ai margini dei mari lunari.
Un’eredità scientifica planetaria
La scelta di dedicare ben tre strutture lunari a Padre Secchi non è casuale. Considerato uno dei padri fondatori dell’astrofisica moderna, Secchi è stato un pioniere nello studio delle classificazioni spettrali delle stelle, un sistema che ha aperto la strada all’astrofisica contemporanea.
Non solo: Secchi ha contribuito in maniera decisiva anche alla meteorologia, alla geofisica e alla cartografia terrestre (il meridiano di Monte Mario). La sua attività fu così influente che, oltre alle onorificenze italiane, gli Stati Uniti gli hanno dedicato il "Secchi Day", una giornata in cui si promuove la scienza e l’osservazione della qualità delle acque attraverso un semplice strumento ideato da lui il "disco di Secchi".
Ma se volgiamo lo sguardo oltre la Luna, a Padre Angelo Secchi è dedicato un asteroide deniminati 4705 Secchi e 306 Unitas, mentre nel marzo del 1853 fu lui a scoprire la cometa non periodica denominata C/1853 E1 (Secchi).
E se quel cratere di 22 km di diametro sulla Luna vi sembra piccolo, pensate che su Marte gliene hanno dedicato uno di ben 234 km di diametro!!!
Un orgoglio reggiano
Per Reggio Emilia e per l’Italia intera, la figura di Padre Secchi è motivo di grande orgoglio. È affascinante pensare che un reggiano del XIX secolo, grazie alla passione per la scienza e all’incessante desiderio di conoscere l’Universo, abbia lasciato un segno indelebile perfino sulla Luna.
La prossima volta che guarderemo il nostro satellite, potremo farlo con uno sguardo nuovo: lassù, tra mari, crateri e montagne, c’è anche un pezzo della nostra terra.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli