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Bollettino solare: tempesta geomagnetica G2 in atto

Nella giornata di ieri, 28 maggio, un vasto foro coronale ha dominato la superficie solare, visibile con chiarezza dalle immagini dell’osservatorio spaziale SDO della NASA. Oggi, 29 maggio, quella grande apertura nei campi magnetici della corona solare sta mostrando le sue conseguenze: una tempesta geomagnetica di livello G2 è in corso, e l’indice Kp ha raggiunto quota ...

Bollettino solare: tempesta geomagnetica G2 in atto

Nella giornata di ieri, 28 maggio, un vasto foro coronale ha dominato la superficie solare, visibile con chiarezza dalle immagini dell’osservatorio spaziale SDO della NASA. Oggi, 29 maggio, quella grande apertura nei campi magnetici della corona solare sta mostrando le sue conseguenze: una tempesta geomagnetica di livello G2 è in corso, e l’indice Kp ha raggiunto quota 6.

Ma cosa significano questi valori? E quali effetti può avere una tempesta geomagnetica per noi, qui sulla Terra?
Cos'è un foro coronale?

I fori coronali sono zone più fredde e meno dense della corona solare (l’atmosfera esterna del Sole), dove le linee del campo magnetico si aprono verso lo spazio anziché chiudersi su sé stesse. Questo permette al vento solare — un flusso costante di particelle cariche — di fuoriuscire con maggiore intensità e velocità.

Il vento solare che proviene da un foro coronale può viaggiare a oltre 700 km al secondo. Se la Terra si trova nella traiettoria di questo flusso, come sta accadendo in queste ore, l’impatto con il nostro campo magnetico può generare tempeste geomagnetiche.

Cosa significa una tempesta di livello G2?
Le tempeste geomagnetiche sono classificate su una scala da G1 (minore) a G5 (estrema). Il livello G2, attualmente in corso, è considerato moderato, ma può comunque avere effetti percepibili sia sulla tecnologia che sull’ambiente naturale.

L’indice Kp, che misura l’intensità delle variazioni del campo magnetico terrestre su una scala da 0 a 9, ha toccato quota 6. È un valore significativo, che indica una forte attività geomagnetica.

Quali effetti può avere?

Le tempeste geomagnetiche possono disturbare le comunicazioni radio ad alta frequenza (soprattutto nelle regioni polari), alterare la precisione dei segnali GPS e influenzare il funzionamento dei satelliti in orbita. Non sono rari piccoli errori nei sistemi di navigazione o brevi blackout delle comunicazioni.
Anche se gli effetti più gravi si verificano solo con tempeste più intense (G4-G5), una G2 può indurre correnti nei sistemi di trasmissione elettrica ad alta tensione, soprattutto nelle latitudini più settentrionali. Le centrali e i gestori di rete restano in allerta.

Aurore polari (e non solo)
Una delle manifestazioni più spettacolari delle tempeste geomagnetiche sono le aurore boreali. Con un’attività di livello G2, le aurore possono essere visibili anche a latitudini insolite, più a sud rispetto al normale. Negli Stati Uniti, ad esempio, potrebbero essere avvistate fino al nord del Midwest. In Europa, le regioni scandinave e il nord delle Isole Britanniche sono le più favorite.

Effetti sul corpo umano?
È importante chiarire che, a questi livelli di intensità, non esistono evidenze scientifiche solide di effetti diretti sulla salute umana. Tuttavia, alcune persone sensibili ai cambiamenti geomagnetici possono percepire disturbi del sonno o un lieve senso di spossatezza. Ma si tratta, appunto, di percezioni soggettive e non confermate da studi univoci.

E nei cieli di Reggio Emilia?
Al nostro livello geografico, non corriamo rischi. Il campo magnetico terrestre ci protegge efficacemente. Tuttavia, chi oggi ha alzato lo sguardo al cielo avrà notato una luce solare più lattiginosa, complici sia le polveri in alta quota (alcune residue dagli incendi in Canada) sia la presenza di nubi alte e velature che possono essere accentuate anche da aerosol trasportati dal vento solare.

Il Sole si trova in una fase di massimo solare, il picco del suo ciclo di attività che si ripete ogni circa 11 anni. Questo significa che brillamenti, espulsioni di massa coronale (CME) e fori coronali saranno fenomeni sempre più frequenti nei prossimi mesi.

Per questo motivo, la nostra stella continuerà a far parlare di sé, non solo per la sua bellezza spettacolare, ma anche per le interazioni con il nostro pianeta, sempre più evidenti e affascinanti.

Fonti e strumenti consigliati per seguire l’attività solare in tempo reale?:

-> SpaceWeather.com
-> NOAA SWPC (Space Weather Prediction Center)
-> ESA Space Weather Portal
-> Satelliti NASA SDO, SOHO e DSCOVR

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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