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Perché i Campi Flegrei stanno mettendo in apprensione tanta gente?

Torniamo a parlare un po' di geologia e di movimenti del terreno. In questo caso non di terremoti indotti dal movimento tettonico come nel reggiano, ma da quello vulcanico. Usciamo, quindi, dai nostri confini di casa dove non abbiamo assolutamente nulla di vulcanico per portarci in Campania dove da qualche tempo si fa un gran parlare di ciò che accade a Pozzuoli vicino a Napoli. Desta, infatti, grande preoccupazione l'attività sismica estremamente vivace di questi giorni, per non parlare del ...

Perché i Campi Flegrei stanno mettendo in apprensione tanta gente?

Torniamo a parlare un po' di geologia e di movimenti del terreno. In questo caso non di terremoti indotti dal solo movimento tettonico come nel reggiano, ma da quello che vede coinvolta anche l'attività vulcanica. Usciamo, quindi, dai nostri confini di casa dove non abbiamo assolutamente nulla di vulcanico per portarci in Campania dove da qualche tempo si fa un gran parlare di ciò che accade a Pozzuoli vicino a Napoli.

Desta, infatti, grande preoccupazione l'attività sismica estremamente vivace di questi giorni, per non parlare del bradisismo che da sempre caratterizza l'area estremamente popolata del Golfo.

Stiamo parlando, ovviamente, della famosa area dei Campi Flegrei, un vasto complesso vulcanico noto per la sua storia geologica complessa e per fenomeni unici come, appunto, il bradisismo. Negli ultimi anni, l'area ha registrato un aumento dell'attività sismica e deformazioni del suolo, portando le autorità a mantenere un livello di allerta gialla.
Cosa sono i Campi Flegrei?

I Campi Flegrei, il cui nome deriva dal greco "phlegraios" che significa "ardente", sono una caldera vulcanica estesa circa 13 chilometri di diametro. Non si tratta di un unico edificio vulcanico principale, ma sono piuttosto un campo vulcanico attivo da più di 80.000 anni, con diversi centri vulcanici situati all'interno e in prossimità di un'area depressa chiamata caldera.Questa caldera è il risultato di almeno due grandi eruzioni esplosive avvenute circa 39.000 e 15.000 anni fa. L'area comprende diversi crateri vulcanici, fumarole, sorgenti termali e fenomeni geotermici, rendendola una delle zone vulcaniche più attive e studiate al mondo.

L'ultima eruzione dei Campi Flegrei risale al 1538, dopo un periodo di stasi durato più di 3.000 anni, quando si formò il Monte Nuovo. Questa eruzione durò circa una settimana e portò alla formazione di un nuovo cono vulcanico vicino alla località di Pozzuoli. L’eruzione è stata preceduta da importanti fenomeni precursori (sismicità, sollevamenti del suolo nell’area del cratere in formazione, degassamento), ed è stata dominata da esplosioni freatomagmatiche, con generazione di correnti piroclastiche e depositi da caduta. Da allora, non si sono verificate ulteriori eruzioni, ma l'area continua a mostrare segni di attività vulcanica.

Cos'è il bradisismo?
Il bradisismo è un fenomeno geologico caratterizzato da lenti movimenti verticali del suolo, sia in sollevamento che in abbassamento, senza che si verifichino eruzioni vulcaniche. Nei Campi Flegrei, il bradisismo è causato da variazioni nella pressione dei fluidi magmatici e idrotermali nel sottosuolo. Questo fenomeno può provocare deformazioni del terreno e influenzare la sismicità dell'area.

Negli ultimi decenni, i Campi Flegrei hanno attraversato diverse crisi bradisismiche:

-> 1969-1972: Si registrò un sollevamento del suolo di circa 170 cm, seguito da un abbassamento graduale.
-> 1982-1984: Un'altra fase di sollevamento portò a un innalzamento del suolo di circa 180 cm, accompagnato da numerosi eventi sismici che causarono danni agli edifici e l'evacuazione temporanea di alcune zone.
-> Dal 2005 a oggi: È in corso una nuova fase di sollevamento. Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, alla fine di gennaio 2025, il sollevamento cumulativo nel Rione Terra di Pozzuoli ha raggiunto circa 138 cm, di cui circa 20 cm solo nell'ultimo anno.

Sollevamento del suolo dal 2005
Dal 2005, i Campi Flegrei hanno registrato un costante sollevamento del suolo. Questo fenomeno è monitorato attentamente dalle autorità competenti per valutare l'evoluzione dell'attività vulcanica e i potenziali rischi associati. Il sollevamento continuo potrebbe indicare un accumulo di pressione nel sottosuolo, rendendo necessaria una vigilanza costante. Sono i sismi di quest'ultimo periodo che tengono alta l'attenzione e la Protezione Civile continua a tenere il livello dell'allerta sul "giallo".

Significato dell'allerta gialla
Il livello di allerta gialla indica uno stato di attenzione e monitoraggio rafforzato a causa di variazioni nei parametri geofisici e geochimici che suggeriscono una possibile evoluzione dell'attività vulcanica. In questo stato, vengono intensificate le attività di sorveglianza, informazione e preparazione della popolazione e delle autorità locali per garantire una risposta efficace in caso di ulteriori cambiamenti.

L'ipotesi più catastrofica cosa potrebbe mettere in scena?
La risposta non è semplice, se i Campi Flegrei dovessero eruttare, gli scenari possibili dipenderebbero dalla natura dell'eruzione, che potrebbe variare da eventi di bassa intensità a un'eruzione esplosiva di grande portata. Le variabili sono molte, grande importanza la rivestirebbe il punto esatto dell'eruzione (in mare o sulla terraferma) e l'interazione tra magma e falde acquifere. Fuoco e acqua possono sprigionare una forza dirompente quando interagiscono tra loro.

Proviamo a valutare qualche "ipotetico" scenario:

Eruzione effusiva (meno probabile)
Questo scenario è il meno preoccupante e comporterebbe la fuoriuscita di lava da una nuova bocca eruttiva. Tuttavia, i Campi Flegrei sono noti per il loro magma molto viscoso e ricco di gas, il che rende questo tipo di eruzione poco probabile.
Effetti principali? danni locali per colata lavica, fumarole con sfiati di gas e possibili esplosioni freatiche (acqua+lava)

Eruzione freatomagmatica (più probabile)
Se il magma interagisse con le acque sotterranee, potrebbe verificarsi un’eruzione freatomagmatica, simile a quella che nel 1538 ha formato il Monte Nuovo. Si trattere di uno scenario esplosivo con espulsione di cenere e lapilli, possibili tsunami (se avvenisse in mare) e ovviamente danni ad edifici e infrastrutture vicine.

Eruzione esplosiva di media intensità
Se il magma contenesse una grande quantità di gas, l’eruzione potrebbe assumere un carattere esplosivo, simile a quella del Vesuvio nel 1944. Parleremmo di colonne di cenere di svariati chilometri di altezza (10-15 circa), con ricaduta di cenere su Napoli e periferia, con nubi ardenti e gravi danni alle abitazioni vicine.

Ultimo scenario: Eruzione catastrofica tipo "Ignimbrite Campana" (poco probabile, ma il peggior scenario)
L'evento più distruttivo sarebbe una super-eruzione come quella avvenuta 39.000 anni fa, che coprì di ceneri l’intera Europa. Parliamo di flussi piroclastici che colpirebbero direttamente Napoli e provincia, con un collasso della caldera e gravi effetti climatici locali ed un calo della temperatura a livello globale.

Quali sono le zone più a rischio?

Le zone più esposte agli effetti di un'eruzione dei Campi Flegrei sono:
-> Zona Rossa (massimo rischio): Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, parte di Napoli occidentale
-> Zona Gialla (cenere e terremoti): Napoli, Caserta, Salerno, Avellino

Ripetiamo, però, che l'attuale allerta è gialla e non vi sono segnali di un'eruzione imminente, ma il monitoraggio continuo è fondamentale per prevenire catastrofi.

I Campi Flegrei, quindi, rappresentano una delle aree vulcaniche più complesse e monitorate al mondo. Il fenomeno del bradisismo e le recenti crisi sismiche ci ricordano l'importanza di una vigilanza continua e di una preparazione adeguata per affrontare eventuali emergenze future.

  METEO REGGIO
Dott. Matteo Benevelli

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