Perchè trema la terra sotto la pianura reggiana?
Questa notte è tornata a tremare la pianura reggiana. Una modesta scossa di magnitudo 2.7 manifestatasi in nottata attorno alle 02:53 ad una profondità di 9 km. Un evento che abbiamo definito modesto perché avvertito solo da una modesta parte degli abitanti della zona di Bagnolo in Piano, specie da chi abita nei piani alti dei palazzi. Un movimento che per zona e profondità rientra nella normale attività di quella faglia che dalla Via Emilia vicino a nord di Cavriago arriva fino a Rolo e ...
Questa notte è tornata a tremare la pianura reggiana. Una modesta scossa di magnitudo 2.7 manifestatasi in nottata attorno alle 02:53 ad una profondità di 9 km. Un evento che abbiamo definito modesto perché avvertito solo da una modesta parte degli abitanti della zona di Bagnolo in Piano, specie da chi abita nei piani alti dei palazzi. Un movimento che per zona e profondità rientra nella normale attività di quella faglia che dalla Via Emilia vicino a nord di Cavriago arriva fino a Rolo e che rientra nella più ampia famiglia delle "Pieghe Ferraresi", un vasto arco di creste appenniniche che si trovano sotto i nostri piedi sepolte da chilometri, di detriti portati dai fiumi che scendono da Alpi e Appennino.
La fascia di sottosuolo incriminata va da una profondità di 3 km fino a 10 km, infatti, tutti gli eventi sismici di quella zona avvengono con ipocentro in quell'intervallo.
Ma quindi, cosa sono le Pieghe Ferraresi?
L'Arco delle Pieghe Ferraresi è una struttura geologica costituita da una serie di sovrascorrimenti sepolti e pieghe della crosta terrestre situate nella zona più esterna dell'Appennino Settentrionale, al di sotto della Pianura Padana. Questa struttura fa parte del sistema di compressione che ha dato origine all'Appennino ed è ancora attiva, generando terremoti di bassa o media magnitudo.
Perché i terremoti si verificano a Bagnolo in Piano?
Bagnolo in Piano si trova lungo una di queste strutture tettoniche sepolte, dove la crosta terrestre continua a deformarsi. Le faglie sotterranee possono accumulare stress e rilasciarlo sotto forma di piccoli terremoti. L'attività sismica è più frequente nelle zone di transizione tra le strutture appenniniche e la crosta della Pianura Padana, in particolare lungo la fascia che comprende Bagnolo in Piano, Correggio, Novellara e Reggiolo. Particolarità della struttura reggiana è che rispetto a quelle presenti nel modenese e ferrarese, si dispone con orientamento quasi sud-nord rispetto all'est-ovest (vedi immagine).
Si tratta di una zona piuttosto attiva, che ha visto numerosi terremoti di media intensità fino a eventi anche dannosi che hanno colpito l’area, come ad esempio:
-> 10 febbraio 1547, una scossa magnitudo 5.14 a Reggio Emilia;
-> 20 giugno 1671 con magnitudo 5.3 a Rubiera;
-> 12 febbraio 1806 un magnitudo 5.3;
-> 25 dicembre 1810 magnitudo 5.3 a Novellara;
-> 11 settembre 1831 una scossa magnitudo 5.5;
... fino alla famosa serie del 15 ottobre 1996 con magnitudo massimo di 5.4 a Correggio.
Quindi l'arco di Ferrara è una struttura di sovrascorrimento. Cosa significa?
Una struttura di sovrascorrimento si forma quando una porzione di crosta terrestre viene spinta sopra un’altra lungo una faglia inversa, a causa di compressioni tettoniche. Questo accade spesso nelle zone di collisione tra placche o nelle catene montuose in formazione. Nel nostro caso la placca africana che preme contro quella euroasiatica.
L’Arco di Ferrara è una delle principali strutture tettoniche dell'Appennino Settentrionale. Si tratta di un grande sistema di pieghe e faglie che si trova sotto la Pianura Padana, in particolare nella sua porzione orientale. È il risultato della compressione esercitata dall’Appennino che spinge i sedimenti più antichi e profondi verso nord-est, facendo scorrere e accavallare strati di rocce sedimentarie l’uno sull’altro.
In pratica:
-> La crosta terrestre in quest’area è sottoposta a una spinta verso nord-est a causa dell’avanzamento dell’Appennino.
-> Gli strati più profondi (di età miocenica e pliocenica) vengono sollevati e spinti sopra quelli più recenti e superficiali (quaternari), formando delle pieghe e delle faglie inverse.
-> Questa compressione genera terremoti, come quelli che si verificano sotto la Pianura Emiliana, perché il movimento lungo le faglie avviene a scatti.
METEO REGGIO
Dott. Matteo Benevelli