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Il grande Iceberg A23a si è rimesso in moto

In questi giorni si è tornato a parlare del grande iceberg A23a, una vecchia conoscenza di chi monitora il continente Antartico poiché è la zattera di ghiaccio alla deriva più grande al Mondo. Una zattera che da diversi anni viaggia verso nord e che da dicembre ha accelerato di colpo trascinato dalle violente correnti oceaniche che interessano quella zona spingendolo verso l'isola della Georgia del Sud.

Il grande Iceberg A23a si è rimesso in moto

A23a è un gigantesco iceberg tabulare che si è staccato dalla Piattaforma di Ghiaccio Filchner-Ronne nel 1986. Per anni è rimasto incastrato sul fondale marino, ma nel 2020 ha iniziato a muoversi, diventando protagonista di un viaggio straordinario attraverso l'Antartico. Con un'area di circa 3.500 chilometri quadrati (equivalente a circa 1.400 miglia quadrate), è attualmente l'iceberg più grande al mondo (gennaio 2025).

Quando l'iceberg si separò dalla piattaforma, portò con sé la base antartica sovietica Druzhnaya I, originariamente costruita proprio sulla Piattaforma di Ghiaccio Filchner-Ronne. Questa situazione spinse le autorità a organizzare una missione di soccorso nel 1987, che trasferì la base su un sito più stabile, ribattezzandola Druzhnaya III.

Nel novembre 2023, A23a è stato avvistato mentre superava l'estremità settentrionale della Penisola Antartica, dirigendosi verso l'Oceano Meridionale. Il 1° dicembre 2023, il colossale iceberg è stato intercettato dalla nave di ricerca polare britannica RRS Sir David Attenborough. Durante la missione, la nave ha impiegato diverse ore per percorrere due lati dell'iceberg a una velocità di 10 nodi, raccogliendo campioni d'acqua per studiare il rilascio di polveri minerali previste durante lo scioglimento del ghiaccio.

Ad aprile 2024, A23a è entrato nella Corrente Circumpolare Antartica, ma si è temporaneamente bloccato sopra il seamount Pirie Bank, vicino alle Isole Orcadi Meridionali, a circa 375 miglia dalla Penisola Antartica. Questo fenomeno, noto come colonna di Taylor, ha fatto sì che l'iceberg ruotasse lentamente in senso antiorario, con un movimento di circa 15 gradi al giorno. Nel mese di dicembre 2024, tuttavia, l'iceberg ha lasciato la colonna di Taylor e ha ripreso il suo viaggio verso nord, attraversando l'Oceano Meridionale.

Secondo il British Antarctic Survey (BAS), A23a continuerà a seguire la Corrente Circumpolare Antartica, dirigendosi verso l'isola di South Georgia nell'Atlantico meridionale. Quando l'iceberg incontrerà acque più calde, si frammenterà in pezzi più piccoli, ma il suo passaggio rappresenta una potenziale minaccia per le popolazioni di pinguini e foche. Se l'iceberg dovesse bloccare l'accesso ai loro abituali terreni di alimentazione, potrebbe avere gravi conseguenze per questi animali.

Al 23 gennaio 2025, A23a si trova a circa 278 chilometri (173 miglia) da South Georgia e continua il suo viaggio, sfidando la natura e sollevando preoccupazioni globali per il suo impatto ambientale e sulla fauna selvatica.

L'arrivo di un grande iceberg come A23a davanti alle coste dell'isola della Gerogia del Sud non sono un evento raro, tuttavia comportano un rischio per il delicato ecosistema dell'isola.

L’iceberg, con una superficie di circa 3.500 chilometri quadrati, potrebbe bloccare l’accesso delle foche e dei pinguini ai loro abituali terreni di alimentazione. Questi animali si nutrono principalmente di krill, piccoli crostacei abbondanti nelle acque circostanti. Se l’iceberg si posizionasse tra l’isola e le zone di pesca del krill, le colonie di animali sarebbero costrette a percorrere distanze molto maggiori per trovare cibo. Questo significherebbe un aumento dello sforzo energetico e una possibile diminuzione del successo riproduttivo, con gravi ripercussioni sulla sopravvivenza delle specie.

A23a, sciogliendosi, potrebbe alterare le correnti oceaniche locali e influenzare il ciclo di vita del krill, una specie fondamentale per l’ecosistema marino dell’Antartico. Il rilascio di grandi quantità di acqua dolce dallo scioglimento dell’iceberg potrebbe modificare la salinità e la temperatura dell’acqua, rendendo l’habitat meno favorevole per il krill e altri organismi marini.

Arenandosi vicino all’isola o alle sue coste, poi, potrebbe causare danni fisici agli habitat sottomarini. Le praterie di alghe marine e i fondali, che ospitano una varietà di specie, potrebbero essere schiacciati o distrutti dal peso e dal movimento del colosso di ghiaccio. Le colonie di uccelli marini potrebbero non trovare cibo in abbondanza necessario per il loro sostentamento e per il successo riproduttivo e la maggior acqua dolce rilasciata potrebbe alterare gli habitat terrestri costieri influenzando la vegetazione e le altre specie terresti locali.

La Natura, però, troverà come sempre modo di riportare equilibrio, come vi abbiamo detto: non si tratta di qualcosa di inedito o inusuale per quell'isola. 

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  Dott. Matteo Benevelli

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