Vai al contenuto principale

Dal caldo al freddo in pochi giorni, si lacera l'alta pressione

Dopo diversi giorni di dominio alto pressorio qualcosa sta cambiando all'orizzonte. La vasta cupola crollerà frazionandosi in due distinte "bolle" che si allontaneranno tra loro, questo creerà il varco giusto per la discesa di una corrente d'aria direttamente dalla regione artica. Come si tradurrà tutto ciò per il reggiano?

Dal caldo al freddo in pochi giorni, si lacera l'alta pressione

Dopo diversi giorni di dominio alto pressorio qualcosa sta cambiando all'orizzonte. La vasta cupola crollerà frazionandosi in due distinte "bolle" che si allontaneranno tra loro, questo creerà il varco giusto per la discesa di una corrente d'aria direttamente dalla regione artica.

Come si tradurrà tutto ciò per il reggiano?

Iniziamo l'analisi cercando di capire cosa ci stiamo per lasciare alle spalle, ovvero, delle lunghe giornate di alta pressione che un po' alla volta hanno portato alla formazione di una forte inversione termica con temperature fredde sul fondo della Pianura e miti a sud della via Emilia. Molti storceranno il naso, ma le temperature dei giorni scorsi sono da vedersi come un'anomalia "calda" poiché era la nebbia a mantenere i termometri più rigidi del solito tra Reggio Emilia ed il Po. In assenza di questa cappa i valori sarebbero stati ben altri, specie se si considera che a poco più di una decina di chilometri verso sud le massime viaggiavano attorno ai 15°/16°C contro i normali 13°C. Al netto della nebbia, quindi, questo periodo di alta pressione è da vedersi come un periodo mite e non gelido.

Il freddo, però, è alle porte. Con l'arrivo della nuova settimana l'alta pressione che domina nel cuore dell'Europa si dividerà in due sezioni distinte, una migrerà in modo "retrogrado" (rispetto alla correnti dominanti) portandosi dal mare del Nord verso l'Irlanda, una seconda bolla si staccherà verso Bielorussia e Russia. Nel mezzo si creerà un varco che permetterà alle fredde correnti artiche di scendere verso il Mediterraneo.
Non solo! L'alta pressione rimasta sui settori orientali favorirà un movimento di aria fredda dai Balcani verso l'alto Adriatico. Sarà quest'aria fredda a farsi sentire nel reggiano e non quella artica direttamente. Questa differenza è da leggersi in termini di umidità, che poi si traduce in precipitazioni. L'aria arriverà da zone di "terra ferma" (continentale), toccando solo in parte il caldo Adriatico che trasmetterà un buon carico di umidità, ma nulla di troppo esagerato.

Arriverà la neve?
Si, tornerà a cadere la neve sul nostro Appennino, ma come detto poco fa ... avremo scarse precipitazioni e più che altro in alta quota. Qualcosa potrebbe cambiare nei giorni successivi quando cambieranno le correnti ed arriverà un apporto maggiore di umidità. Parliamo del 14 novembre (campo delle ipotesi e non di previsione certa), quando potrebbe arrivare un accumulo nevoso da doppia cifra all'altezza di Cerreto Laghi (da confermare nei prossimi giorni con modelli più affidabili). Sul resto della provincia avremo delle piogge abbastanza intense, ma non tali da costituire una minaccia.

Tornerà il Sole?
Di tanto in tanto qualche finestra dopo la metà del mese potrebbe aprirsi, ma non avremo alcuna fase anticiclonica duratura. Campo aperto all'instabilità, quindi, che porterà piogge deboli o moderate a carattere intermittente e temperature abbastanza vicine a quella che è la media del periodo. Altri apporti di pioggia, quindi, per un anno che si avvia ad essere, idrologicamente parlando, il più "generoso" degli ultimi 50 anni, anche più del 1972 e del 2014.

WWW.METEOREGGIO.IT
    Dott. Matteo Benevelli
           Michele Sensi

Galleria