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Il ponte di Woeikoff

<p>Oggi vi parleremo di una configurazione meteorologica piuttosto insolita, poco frequente e che quando si manifesta ha sempre impatti importanti sul nostro territorio specie se si manifesta in pieno inverno.</p> <p>Parliamo del "Ponte di Weikoff", ovvero, di una particolare configurazione meteorologica, descritta per la prima volta dal meteorologo russo Aleksandr Woeikoff, che si verifica a livello ...</p>

Il ponte di Woeikoff

Oggi vi parleremo di una configurazione meteorologica piuttosto insolita, poco frequente e che quando si manifesta ha sempre impatti importanti sul nostro territorio specie se si manifesta in pieno inverno.

Parliamo del "Ponte di Weikoff", ovvero, di una particolare configurazione meteorologica, descritta per la prima volta dal meteorologo russo Aleksandr Woeikoff, che si verifica a livello sinottico e riguarda la disposizione delle alte e basse pressioni in Europa e nelle regioni circostanti.

In sintesi, il Ponte di Woeikoff si riferisce a un'estesa zona di alta pressione che si estende orizzontalmente dal Nord Atlantico o dall'Europa occidentale fino alla Russia o alla Siberia. Questa fascia di alta pressione agisce come un "ponte" che collega due aree di alta pressione, spesso posizionate sull'Atlantico settentrionale e sull'Europa orientale o sulla Russia.

Le conseguenze principali di tale evento possono portare a:

- Stabilità atmosferica nel Nord Europa: La presenza di questa vasta zona di alta pressione tende a stabilizzare l'atmosfera, causando condizioni di tempo stabile, con cieli sereni o poco nuvolosi e temperature stabili.

- Blocchi atmosferici: Questo "ponte" può fungere da blocco per le perturbazioni atmosferiche. Infatti, il flusso zonale delle correnti a getto (che solitamente spingono le perturbazioni da ovest a est) viene deviato o interrotto, causando una stagnazione del sistema meteorologico. Basse pressioni possono rimanere bloccate sul Mediterraneo e sull'Italia.

- Effetti sul clima europeo: Questa configurazione può influenzare in modo significativo il clima in Europa, portando a ondate di freddo in inverno o periodi di caldo intenso e siccità in estate. Ad esempio, può favorire l'arrivo di aria fredda proveniente dalla Siberia verso l'Europa, o viceversa impedire alle perturbazioni atlantiche di raggiungere il continente, favorendo il ristagno di aria calda.

Cosa succederà nei prossimi giorni?

Nella giornata di lunedì 16 avremo un avvicinamento ed una fusione dell'Anticiclone delle Azzorre con l'Anticiclone Russo nella regione Baltica. Questa reciproca attrazione che dura da tutto il fine settimana vedrà la formazione di un unico sistema altopressorio oltre le Alpi.

Da questa fusione si innescherà un movimento retrogrado da est a ovest del ciclone "Boris" che ci aveva interessati a metà della settimana precedente con piogge moderate sul reggiano, ma intense sulla Liguria, Romagna e Toscana. Negli ultimi giorni ha ristagnato sui Balcani determinando allagamenti, frane e purtroppo anche diverse vittime in un'area che va dalla Romania all'Austria.

Non capita spesso che un ciclone ormai allontanatosi torni sui suoi passi, ma questo "Ponte" innescherà questo movimento innaturale poiché si chiuderà il sistema circolatorio che spinge le correnti da ovest a est.

Da martedì 17 avvertiremo questa presenza con una forte ventilazione da est che aprirà la porta della Bora, da questo momento avremo un ritorno delle piogge che questa volta non vedranno nel nostro Crinale un ostacolo che le devierà, ma piuttosto un ostacolo che le fermerà, portando ad accumuli giornalieri discreti che si faranno importanti con il passare dei giorni. Già ... perché la perturbazione non ci abbandonerà velocemente, il "Ponte di Woeikoff" favorirà il ristagno della bolla di bassa pressione sull'Italia.

Se questa configurazione si fosse generata in pieno inverno saremmo sicuramente davanti ad un evento nevoso importante poiché l'aria fredda in quota interagisce con l'umidità fornita dalla bassa pressione in Adriatico. In questa configurazione possono verificarsi nevicate anche a quote basse sulle regioni appenniniche o sull'Italia centrale. Questo è particolarmente vero durante l'inverno, quando un afflusso di aria fredda da est può creare le condizioni per precipitazioni nevose lungo la dorsale appenninica e, in alcuni casi, fino alle coste adriatiche.

Quanto durerà il tutto lo scopriremo solo nei prossimi giorni, fare delle ipotesi ora sarebbe solo un azzardo, ma possiamo dire che la fase acuta di piogge (non intensissime) potrebbe cessare solo da Venerdì 20. Le condizioni di instabilità generate dal blocco, però, potrebbero durare più a lungo.