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Foto del 31 marzo 2025

Con gli scatti di oggi catturati da Roberto Federici andiamo a fare due passi per San Martino in Rio.

San Martino in Rio ha origini antiche, affonda le sue radici fino ai tempi di Carlo Magno che donò queste terre alla Chiesa di Reggio Emilia. Nel 1050, il vescovo Niccolò Maltraversi le cedette a Bonifacio di Canossa, padre di Matilde di Canossa, che nel 1115 infeudò il territorio alla famiglia Roberti.

Il castello, distrutto dall’imperatore Federico Barbarossa nel 1157, fu ricostruito e fortificato dai Roberti, ma venne nuovamente assediato e demolito dai Gonzaga nel 1353. Grazie all’aiuto dei Visconti, la famiglia riuscì a ricostruirlo. Nel 1368 i Roberti ottennero il feudo con investitura imperiale, ma nel 1420 gli Estensi presero il controllo, costringendoli all’esilio.

Nel 1501, con Sigismondo I d’Este, San Martino in Rio divenne un centro di Signoria indipendente, con territori annessi come Campogalliano e Castellarano. Successivamente, con Filippo I d’Este, il feudo fu elevato a Marchesato e, nel 1747, a Principato con Carlo Filiberto II d’Este. Alla morte di quest’ultimo nel 1752, il feudo passò alla famiglia Barbiano di Belgiojoso fino al 1767, quando tornò agli Este. Successivamente fu concesso in feudo al marchese Paolo Rango d'Aragona, e la Rocca Estense si trasformò in una residenza signorile.

Nel XIX secolo, grazie all’impegno di figure come Arturo Bellelli, si diffusero idee socialiste tra le classi popolari, portando alla creazione di cooperative e istituzioni sociali. San Martino in Rio divenne il primo comune reggiano a dotarsi di un ufficio di collocamento comunale. Tuttavia, durante l’ascesa del fascismo, la città fu teatro di violenze squadriste contro esponenti socialisti e comunisti, con gli assassinii di Agide Barbieri (1921) e Adolfo Vezzani (1922).

Durante la Resistenza, San Martino in Rio ospitò un forte movimento antifascista e venne liberato dai partigiani il 23 marzo 1945, oltre un mese prima dei comuni vicini. Nel 2019, il Comune ricevette la Medaglia di Bronzo al Valor Militare per il contributo alla Guerra di Liberazione.

Foto del 31 marzo 2025

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