Foto del 30 settembre 2025
Con questo scatto di Paolo Pierotti torniamo a fare una gita fuori porta in territorio modenese per conoscere la chiesa di Cinghianello a Polinago.
Sulla piccola altura di Cinghianello, nel Modenese, sorge un oratorio che racchiude secoli di storia e vicende umane. Le prime testimonianze risalgono all’anno Mille, quando abitanti del borgo eressero un piccolo edificio religioso dedicato a San Giovanni, poi alla Madonna del Rosario, accanto a una torre-fortezza medievale. Col tempo, tanto la rocca quanto l’oratorio caddero in rovina, fino a scomparire.
Fu solo a fine Ottocento che l’Arciprete Don Giovanni Beneventi ne promosse la ricostruzione. Il progetto venne affidato all’ingegnere modenese Carlo Barbieri, rinomato in tutta la provincia. Tra il 1895 e il 1898 prese così forma il nuovo edificio, con facciata in arenaria lavorata da artigiani locali. Le decorazioni interne furono iniziate da Giovanni Manzini, che però perse tragicamente la vita cadendo durante i lavori nel 1896, lasciando un segno indelebile nella memoria del luogo.
Il Novecento portò modifiche e difficoltà. Dopo la guerra venne realizzata la scenografica scalinata d’accesso, ma il terreno instabile iniziò a compromettere la struttura. Crepe e infiltrazioni costrinsero a numerosi interventi, che talvolta alterarono le decorazioni originali, sostituite da pavimenti in ceramica e tinteggiature coprenti.
La svolta arrivò tra il 1998 e il 1999, quando, sotto la guida di Don Paolo Fratti, l’oratorio fu oggetto di un restauro radicale. Le fondazioni furono consolidate con micropali, le murature lesionate ricucite, la facciata in arenaria ripulita e protetta, e i pavimenti originari riportati alla luce. L’intervento restituì dignità e stabilità a un edificio che rischiava di andare perduto.
Oggi l’oratorio, con il suo stile neoromanico a navata unica, l’abside semicircolare e la facciata cuspidata ornata da una lunetta in cotto raffigurante il peccato originale, rappresenta un prezioso esempio di architettura religiosa rurale. Accanto ad esso si erge il piccolo campanile, sorto sulle rovine dell’antica torre, a ricordare la continuità tra la storia del borgo e la sua comunità.
L’Oratorio di Cinghianello non è solo un edificio: è la testimonianza della tenacia di una comunità capace di preservare, tra difficoltà e rinascite, un luogo simbolo di fede e identità collettiva.
Sulla piccola altura di Cinghianello, nel Modenese, sorge un oratorio che racchiude secoli di storia e vicende umane. Le prime testimonianze risalgono all’anno Mille, quando abitanti del borgo eressero un piccolo edificio religioso dedicato a San Giovanni, poi alla Madonna del Rosario, accanto a una torre-fortezza medievale. Col tempo, tanto la rocca quanto l’oratorio caddero in rovina, fino a scomparire.
Fu solo a fine Ottocento che l’Arciprete Don Giovanni Beneventi ne promosse la ricostruzione. Il progetto venne affidato all’ingegnere modenese Carlo Barbieri, rinomato in tutta la provincia. Tra il 1895 e il 1898 prese così forma il nuovo edificio, con facciata in arenaria lavorata da artigiani locali. Le decorazioni interne furono iniziate da Giovanni Manzini, che però perse tragicamente la vita cadendo durante i lavori nel 1896, lasciando un segno indelebile nella memoria del luogo.
Il Novecento portò modifiche e difficoltà. Dopo la guerra venne realizzata la scenografica scalinata d’accesso, ma il terreno instabile iniziò a compromettere la struttura. Crepe e infiltrazioni costrinsero a numerosi interventi, che talvolta alterarono le decorazioni originali, sostituite da pavimenti in ceramica e tinteggiature coprenti.
La svolta arrivò tra il 1998 e il 1999, quando, sotto la guida di Don Paolo Fratti, l’oratorio fu oggetto di un restauro radicale. Le fondazioni furono consolidate con micropali, le murature lesionate ricucite, la facciata in arenaria ripulita e protetta, e i pavimenti originari riportati alla luce. L’intervento restituì dignità e stabilità a un edificio che rischiava di andare perduto.
Oggi l’oratorio, con il suo stile neoromanico a navata unica, l’abside semicircolare e la facciata cuspidata ornata da una lunetta in cotto raffigurante il peccato originale, rappresenta un prezioso esempio di architettura religiosa rurale. Accanto ad esso si erge il piccolo campanile, sorto sulle rovine dell’antica torre, a ricordare la continuità tra la storia del borgo e la sua comunità.
L’Oratorio di Cinghianello non è solo un edificio: è la testimonianza della tenacia di una comunità capace di preservare, tra difficoltà e rinascite, un luogo simbolo di fede e identità collettiva.