Foto del 30 agosto 2023
La voglia di fresco ci trattiene in alta quota e per tale ragione vi vogliamo raccontare uno dei più curiosi abitanti del nostro alto Appennino.
L'animale più simpatico, chiassoso e schivo delle nostre praterie d'altura.
E' una specie che sulle nostre Montagne risultava estinta ed è stata introdotta da prima nell'Appennino modenese: Monte Giovo, Monte Cimoncino, Monte Cimone e Appennino bolognese: Corno alle Scale (1955). Nel 1970 è stata introdotta al Lago Pradaccio nel parmense ed in fine nel 1982 anche sul nostro Monte Cusna.
Stiamo parlando della Marmotta (Marmota marmota).
Sono animali sociali che vivono in gruppi familiari all'interno di complessi sistemi di tane sotterranee. Sono bravi scavatori e costruiscono tane complesse con diverse camere per il riposo, l'alimentazione e la nidificazione. Tane che vengono sorvegliate a turno per evitare spiacevoli sorprese da parte dei predatori. Quando una minaccia viene avvistata parte il famoso "fischio" della Marmotta che scoraggia i predatori e mette in allerta le compagne.
Le marmotte sono roditori di medie dimensioni, con un aspetto robusto e caratteristico. Sono adattate alla vita in ambienti montani oltre i 1.000 metri, preferendo pendii ripidi e soleggiati, privi di vegetazione arborea, zone rocciose, praterie alpine (facilmente difendibili).
Hanno una lunghezza corporea che varia solitamente dai 50 ai 70 centimetri, con una coda aggiuntiva di 15-25 centimetri. Il loro peso può variare da 2 a 5 kg. Hanno un corpo tozzo, zampe corte e una coda folta.
Sono erbivore e si nutrono principalmente di piante come erbe, fiori, foglie e cortecce. Occasionalmente non disdegnano anche insetti, vermi e altri piccoli animali; non beve, il suo fabbisogno d'acqua viene reperito dai succhi delle piante e dalla rugiada. Sono noti per nutrirsi intensamente durante l'estate per accumulare riserve di grasso da utilizzare durante l'inverno.
Le marmotte hanno una stagione riproduttiva relativamente breve, durante la quale danno alla luce cuccioli che vengono accuditi dalle femmine. Durante l'inverno, entrano in uno stato di letargo, durante il quale la loro frequenza cardiaca e respiratoria diminuisce significativamente.
La durata massima della vita è di 15-18 anni. I loro predatori naturali sono rappresentati da Volpe, Tassi, Faine e l'Aquila reale.
Sono animali affascinanti che si sono adattati perfettamente al nostro ambiente montano. La loro natura socievole, i comportamenti di scavatura e le abitudini alimentari li rendono un elemento importante del nostro ecosistemi d'alta quota.