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Foto del 30 marzo 2024

Con la foto del giorno andiamo nelle terre di confine, le terre tanto care a Guareschi, con questo bellissimo scatto aereo di Claudio Russo andiamo a Boretto. Le origini di Boretto, sebbene affascinanti, rimangono avvolte nel mistero preistorico. Potrebbe aver avuto i suoi primordi negli antichi insediamenti terramaricoli della Ravisa di San Genesio e della Motta Ballestri, in una terra tra Poviglio e Brescello, dove i fiumi vaganti si univano al Po. I reperti archeologici testimoniano la presenza romana, con la celebre stele funeraria dei Concordi e vestigia di stazioni preistoriche. Boretto compare con una propria denominazione a partire dall'855 coi toponimi di Beruptum, Boruptum e Bisruptum, tutti indicanti le frequenti rotture degli argini di Po. Ma l'etimo originario potrebbe essere Poreptum (Po retto), per la configurazione rettilinea che il Po in questo punto. Ha avuto una storia veneziana, condividendo con Venezia il patrono San Marco e una ricca tradizione di commercio fluviale. Il paese è noto, infatti, per la sua cantieristica fluviale tanto che tra Sei e Settecento, Boretto fu il centro della piccola marina estense, qui infatti era ormeggiato il brigantino dei duchi di Modena, un'imbarcazione lunga 11,50 metri, con un solo albero e cinque remi per lato e dotato di due piccoli cannoni. Il 12 ottobre del 1880 qui naque Artemide Zatti, infermiere e missionario salesiano che operò attivamente in Argentina a Viedima, città dove morì il 15 marzo 1951. E' stato beatificato nel 2002 da papa Giovanni Paolo II e canonizzato nel 2022 da papa Francesco.
Foto del 30 marzo 2024