Vai al contenuto principale

Foto del 30 gennaio 2025

Con la foto del giorno di oggi torniamo fuori dai nostri confini e torniamo sulla pedecollinare modenese con questo scatto di Irmo Pradelli che ci accompagna alla scoperta di Savignano sul Panaro.

Savignano sul Panaro vanta una storia antichissima, con tracce documentate sin dall'898, quando l'imperatore Ludovico II vi tenne un placito. Il territorio passò dal controllo del vescovo di Modena a Pipino, figlio di Carlo Magno, per poi tornare alla Chiesa modenese. Nel 1143, per volontà popolare, entrò nell'orbita del Comune di Bologna, con cui condivise anche l'origine della famiglia Pepoli.

Il castello di Savignano fu dominio di vari signori, tra cui il marchese Bonifacio di Toscana e Matilde di Canossa. Nel XIII secolo fu conteso tra Modena e Bologna, fino a diventare possedimento degli Estensi. Nel 1408, Niccolò III d'Este lo cedette a Uguccione de Contrari, e successivamente passò ai Boncompagni fino al 1796, quando divenne parte del Regno Italico di Napoleone. Savignano sul Panaro fu il primo comune italiano a ricevere un riconoscimento araldico ufficiale: il 23 febbraio 1862, Vittorio Emanuele II concesse l'uso dello stemma comunale. Il nome attuale del comune venne adottato il 4 dicembre dello stesso anno.

Testimone dell'antico passato del paese è l'interessantissimo museo dell'Elefante e della Venere di Savignano che custodisce importanti reperti. Nel 1980, a Bocchirolo, furono scoperti i resti di un Mammuthus, appartenente alla specie "meridionalis", vissuto alla fine del Pliocene. Il museo documenta anche un insediamento neolitico scoperto nel 1981 e conserva minerali e fossili donati dalla comunità locale.

Un'altra scoperta eccezionale è la Venere di Savignano, una statuetta paleolitica rinvenuta nel 1925 da Olindo Zambelli nella frazione Mulino. L'opera, acquistata dall'artista Giuseppe Graziosi, fu donata al Museo Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma, mentre una replica è esposta nel Museo Civico di Modena. Datata al Gravettiano (28.000-24.000 anni fa), la Venere rappresenta un'importante testimonianza dell'arte preistorica.

Savignano sul Panaro è anche legata alla figura di Giuseppe Graziosi (1879-1942), pittore e scultore nato nella frazione Mulino. La sua casa natale è stata recentemente restaurata e una gipsoteca a lui dedicata è ospitata nel Museo Civico di Modena, dove sono esposte molte sue opere. La sua salma riposa nel cimitero comunale.

Nella fotografia vediamo l'esterno della Chiesa Parrocchiale di Savignano, della quale si ha notizia in documenti del 1027 e del 1033. L'impianto odierno risale però ad un rifacimento del 1746, quando venne costruita e dedicata alla Madonna Assunta. Al suo interno abbiamo decorazioni ad affresco del modenese Pietro Vilo (1858) oltre che opere dei pittori Celeste e Angelo Bergamini e Ugo Lucerni da Parma. E' qui conservato anche l'originale in gesso del Compianto, eseguito dal pittore e scultore citato in precedenza, Giuseppe Graziosi.

Grazie ai ritrovamenti archeologici e alla sua storia, Savignano sul Panaro si configura come un luogo di grande interesse culturale, testimone di un passato ricco e stratificato che abbraccia epoche diverse, dal Paleolitico all'epoca moderna.

Foto del 30 gennaio 2025