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Colombaccio.

Foto del 29/10/2026

La Foto del Giorno di oggi è dedicata a uno dei protagonisti di questo periodo dell’anno: il Colombaccio (Columba palumbus). In questi giorni di fine ottobre migliaia di individui solcano il nostro cielo, diretti verso lidi più caldi. In questo scatto “spiumacciato”, Giovanni Bartolozzi ha immortalato un esemplare con il piumaggio gonfio, che sembra proprio indossare un cappotto contro il freddo.

Come si riconosce
È il più grande piccione europeo: misura circa 40-42 cm, con un’apertura alare di 75-80 cm, e pesa mezzo chilo o poco più. Il piumaggio è grigio-azzurro, con riflessi rosati sul petto. Gli adulti hanno ai lati del collo una vistosa macchia bianca, che qui non si vede: potrebbe quindi trattarsi di un giovane, nel quale la macchia compare solo dopo alcuni mesi. In volo si nota inoltre una larga banda bianca sulle ali. Il becco è rosato alla base e giallo in punta.

Un viaggio in grande stile
Il passaggio dei colombacci in autunno è uno degli spettacoli più imponenti della migrazione: tra fine settembre e novembre, grandi stormi provenienti dal Nord e dall’Est Europa attraversano l’Italia per svernare nell’area mediterranea, spesso volando lungo valichi e crinali. I movimenti sono legati alle condizioni meteorologiche: l’arrivo di aria fredda da nord può dare impulso al passaggio, mentre i venti contrari lo rallentano. Una bella occasione per alzare lo sguardo al cielo!

A tavola? Meglio di no (ma loro sì)
Il colombaccio si nutre di ghiande, semi, cereali, gemme, foglie e bacche, come quelle dell’edera. Può passare gran parte della giornata a mangiare, immagazzinando il cibo in una sacca all’altezza dell’esofago, il gozzo.

Una curiosità: il latte di piccione
I piccioni, colombaccio compreso, nutrono i piccoli con un “latte”, una secrezione ricca di proteine e grassi, prodotta dal gozzo di entrambi i genitori, maschio e femmina. È una caratteristica rarissima fra gli uccelli e permette ai piccoli di crescere in fretta anche quando il cibo scarseggia. Il nido è una piattaforma di rametti, così sottile da lasciare intravedere le uova, che di solito sono due.

Non solo in campagna
Negli ultimi decenni il colombaccio ha imparato a vivere anche in città, e oggi è facile vederlo nei parchi urbani, dove molti individui sono ormai stanziali. Si riconosce anche dal verso, un “cu-cuu-cu-cu-cu” ripetuto, e dal rumoroso battito d’ali quando si alza in volo.

Colombaccio. — Fauna dell'Appennino Reggiano — 29 ottobre 2026