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Foto del 29 ottobre 2024

Torniamo nella periferia del nostro capoluogo, con questo scatto aereo di Angeolo Bosi andiamo alla scoperta di Villa Levi a Coviolo.

Conosciuta come “il gioiello di Coviolo”, la neoclassica Villa Levi è una delle ville storiche più uniche della campagna reggiana, soprattutto grazie all'imponente cupola che la sovrasta, rendendola subito riconoscibile nel paesaggio.

La villa è circondata da un vasto parco dallo stile eclettico, ricco di alberi monumentali, e si affaccia a nord su un lungo viale prospettico di circa 700 metri, che le conferisce un ruolo centrale nel panorama circostante. Probabilmente costruita intorno alla prima metà del 1600 su commissione della nobile famiglia Besenzi, Villa Levi è il luogo di nascita del famoso architetto, pittore e scultore Paolo Emilio Besenzi (1608 – 1656), a cui è intitolata la scuola elementare di Coviolo.

Tra i membri più illustri della famiglia Levi, Ulderico Levi (1842–1922) si distinse per il suo impegno nella modernizzazione di Reggio Emilia. Politico, militare e filantropo, Ulderico contribuì alla ricostruzione del teatro cittadino, il futuro Teatro Ariosto, dopo l'incendio del 1851. Nel 1885 finanziò il primo acquedotto pubblico e promosse diverse opere civiche, tra cui l'illuminazione a gas, la demolizione delle mura antiche e la creazione dei giardini pubblici. Deputato e senatore, fu una delle personalità politiche di spicco della sua epoca.

La villa passò successivamente a Margherita Levi (1865–1938), figura vivace e ricordata nei racconti locali. Margherita abitò Villa Levi con il marito Alberto Franchetti (1860–1942), celebre compositore di opere liriche, conferendo ulteriore valore culturale e storico alla residenza. Dalla loro unione nasce Raimondo Franchetti (1889–1935), importante esploratore che viaggio moltissimo nel continente africano e di cui i reggiani apprezzano la ricca collezione che oggi è esposta ai Musei Civici di Reggio Emilia.

Foto del 29 ottobre 2024