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Foto del 29 agosto 2023

Prosegue il nostro viaggo in quota sullo splendido Appennino reggiano. Lo scatto di oggi ci è stato mandato dal nostro utente Davide Santachiara, che ci trasmette l'amore per le nostre vette attraverso il suo obiettivo. Con Davide andiamo sul monte Sillano (1.874 metri sul livello del mare), una delle montagne da cui si gode il panorama migliore, ma anche una delle vette più "snobbate" della zona poiché il grande pubblico escursionista preferisce altri nomi più blasonati come il Cusna, il Prado, il Ventasso. Si trova sul Crinale appenninico che fa da confine con la Toscana, spartiacque tra Adriatico e Tirreno. Nonostante la sua posizione di confine, però, subisce l'ulteriore beffa di non essere attraversato dal famoso sentiero 00 che passa pochi metri più in basso sul lato toscano. Decisione discutibile che il monte Sillano condivide con i vicini monte Asinara (1.750 metri sul livello del mare) e monte di Soraggio (1.850 metri sul livello del mare). Il panorama dalla vetta è estremamente ampio e spazia apertamente dalle vicine Apuane fino alla Pianura Padana, passando dall'inconfondibile Pietra di Bismantova, la sagoma del Gigante in tutta la sua interezza e il golfo di La Spezia. Di notevole interesse geologico e didattico è l'osservazione delle conche e della valle anticamente occupata dai ghiacciai, relitte testimonianze di quando il nostro Pianeta era più in salute di adesso. Anche la flora testimonia ancora la presenza di ambienti freddi e inospitali, anche se ora le temperature sono ben più miti. Troviamo Genziane, Mirtilli, Orchidee, le ultime stazioni di Ranuncolo del Pollino, piante carnivore come la Pinguicola di Cristina, Anemone alpina, la Carlina, Trifoglio alpino e tante tante altre essenze d'alta quota. Il nome del monte deriva dal vicino abitato di Sillano posto sul versante toscano, che era il paese che godeva dei diritti di pascolo sulle sue pendici. L'esposizione a sud e la conformazione del territorio favoriva quel lato rispetto a quello reggiano, che come detto, morfologicamente è segnato da pareti più ripide e scoscese dovute all'erosione glaciale. Ci troviamo tra i valichi di Pradarena e di Romecchio, dalle pendici settentrionali del Sillano scendono il Rio Re ad occidente e il Rio Rimale ad oriente. Due corsi d'acqua che confluiranno, sotto Ligonchio, nell'Ozola (il Rio Re tramite il torrente Rossendola, il Rimale prima degli Schiocchi).
Foto del 29 agosto 2023