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Foto del 28 novembre 2024

Scendiamo dal Crinale e torniano lungo le rive del fiume Po per visitare il cuore di Boretto con questo scatto aereo di Giogiogio63 che ci mostra la Basilica minore di San Marco ed il Municipio.

Boretto, sulle rive del Po in provincia di Reggio Emilia, ha origini antiche che si intrecciano con la preistoria e la romanità. Probabilmente sorto dagli insediamenti terramaricoli della Ravisa di San Genesio e della Motta Ballestri, fu un centro legato all’antico Brixellum (Brescello). Reperti archeologici romani, come la stele funeraria dei Concordi e un capitello corinzio, testimoniano la presenza romana. Anche in epoca preistorica il territorio era abitato, come confermano ritrovamenti di cenere, vasellame e mosaici.

La storia di Boretto è caratterizzata dalla lotta per l’autonomia da Brescello, ottenuta solo nel 1860. Già citato nell’855 con i nomi di Beruptum o Poreptum (forse legati alle frequenti rotture degli argini o alla forma rettilinea del Po), il paese passò sotto vari domini, tra cui quello degli Estensi, dei Visconti e dei Veneziani. La Repubblica di Venezia lasciò un’impronta profonda: il patrono comune, San Marco, e il leone veneziano, visibile su un pilastro accanto alla chiesa parrocchiale, ne sono testimonianza. Durante il dominio veneziano, Boretto era un importante scalo commerciale fluviale.

Il paese è noto anche per la sua tradizione di cantieristica fluviale, celebrata nel museo locale, e per il ruolo nella marina estense, ospitando nel Settecento il brigantino dei duchi di Modena. Dopo aver subito devastazioni nel Cinquecento, Boretto ottenne l’autonomia comunale nel 1755, dietro il pagamento di 2.000 zecchini, ma la perse cinque anni dopo, tornando sotto Brescello fino al 1859, quando divenne definitivamente indipendente.

Nel 1880 nacque a Boretto Artemide Zatti, salesiano missionario e medico, proclamato santo nel 2022. La sua figura è celebrata ogni 15 marzo a Viedma, in Argentina, dove svolse la sua missione.

Se facciamo un accenno ai simboli di Boretto, abbiamo nello stendardo una barra diagonale croce rossa e il leone di San Marco, che richiamano rispettivamente il legame con la città di Reggio Emilia e il periodo veneziano.

In ultimo non si può non fare un accenno alla famosa "Cipolla Borettana": la Cipolla Borettana è una varietà tipica della zona di Boretto, riconoscibile per la sua forma appiattita e il colore dorato. Ha un sapore dolce e delicato, che la rende perfetta per la conservazione in agrodolce, ma è ottima anche grigliata o come ingrediente per sughi e contorni. Coltivata sin dal Settecento, è apprezzata per la sua alta qualità e la facilità di conservazione, rendendola una specialità gastronomica del territorio.

Foto del 28 novembre 2024