Porcinello dei carpini.
Foto del 28/10/2026
La Foto del Giorno di oggi ci riporta tra i boschi del nostro Appennino. Con questo scatto di Gianpaolo Pedersini scopriamo il Porcinello dei Carpini (Leccinellum pseudoscabrum), fotografato nella luce calda dell’autunno, tra le foglie cadute: il cappello bruno con la tipica superficie rugosa e il gambo chiaro punteggiato di scuro.
Come si riconosce
Il nome scientifico è cambiato negli anni: nei libri si trova anche come Leccinum carpini e Leccinum pseudoscabrum. Il cappello è bruno, a volte nocciola o grigiastro, e con l’età tende a diventare rugoso e screpolato, come nella foto. Il gambo è chiaro, slanciato, ricoperto di piccoli fiocchi scuri. La carne, tagliata, vira rapidamente al rosa-rossastro e poi al grigio-violaceo, fino a diventare quasi nera. Il nome richiama la pianta con cui vive in simbiosi: cresce sotto carpini e noccioli, nei boschi misti di latifoglie, dall’estate fino al tardo autunno.
Quanti tipi di porcinelli esistono?
Non c’è un numero univoco, perché dipende da come i micologi classificano le specie, e le classificazioni sono in continuo aggiornamento. In Europa i porcinelli appartengono a due generi molto vicini, Leccinum e Leccinellum, con una decina di specie presenti da noi. Le più conosciute sono:
Porcinello rosso (Leccinum aurantiacum): cappello arancio-rossastro, vive sotto pioppi e querce;
Porcinello rosso delle betulle (Leccinum versipelle): simile al precedente, ma legato alle betulle;
Porcinello grigio (Leccinum scabrum): cappello grigio-bruno, anch’esso sotto le betulle, meno sodo e saporito del rosso;
Porcinello dei carpini (Leccinellum pseudoscabrum): il protagonista della foto;
Porcinello delle leccete (Leccinellum lepidum): con pori giallo limone, cresce solo nei boschi caldi di leccio;
Porcinello giallo (Leccinellum crocipodium): cappello screpolato giallo-bruno, amante dei querceti tiepidi.
Attenzione: non sono porcini!
Il nome è ingannevole. I veri porcini (il gruppo Boletus edulis) hanno la carne bianca che non cambia colore, mentre i porcinelli virano al rosa, al grigio o al nero. Anche in cucina sono diversi: il gambo è fibroso, e di solito si usa soprattutto il cappello, sempre ben cotto. I porcinelli sono commestibili ma mai da mangiare crudi o poco cotti, perché possono causare disturbi gastrointestinali. Se avete dubbi sulla raccolta, rivolgetevi sempre all’Ispettorato micologico della vostra ASL, e rispettate le norme regionali sulla raccolta dei funghi.