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Foto del 28 settembre 2025

Lo foto del giorno di oggi è opera di Alessandro Spaggiari e ci mostra uno scorcio del Castello e della chiesa di Casalgrande Alto.

La storia di Casalgrande affonda le radici nel Medioevo, dopo i secoli oscuri delle invasioni barbariche. Con il feudalesimo si hanno le prime notizie certe: il territorio era conteso tra il Vescovo di Reggio, il Comune, l’Abbazia di Nonantola e il monastero di Sant’Alessandro di Parma. I castelli della zona, sorti intorno all’anno Mille, furono a lungo al centro delle lotte tra famiglie nobili reggiane, divise tra Papato e Impero.

Sul finire del XII secolo emerse la potente famiglia guelfa dei Fogliani, che prese il controllo dei castelli casalgrandesi. Nel 1201, durante la guerra tra Reggio e Modena per la deviazione del Secchia, i reggiani partirono proprio da Casalgrande per ottenere la vittoria di Formigine. La dominazione dei Fogliani durò fino al 1409, quando Nicolò III d’Este sconfisse i Visconti e pose fine a secoli di scontri che avevano visto alternarsi Gonzaga, Scaligeri e altri signori.

Entrata nei domini estensi, Casalgrande conobbe diverse signorie: prima Alberto Della Sala, poi i Boiardo, sotto i quali il feudo visse una fase di prosperità ed ebbe dignità di giudicatura. A questo periodo risale il drammatico episodio del 1555, quando il castello di Casalgrande Alto, assediato dagli spagnoli, si arrese e i difensori, nonostante la promessa di salvezza, furono impiccati. Con l’estinzione dei Boiardo nel 1560 il feudo passò ai Thiene e successivamente ai Bentivoglio, sotto i quali la peste del 1630 segnò profondamente la popolazione.

Dal XVIII secolo il territorio fu oggetto di occupazioni straniere legate alle guerre di successione, fino all’arrivo dei francesi e all’abolizione dei feudi decretata da Napoleone. Dopo la Restaurazione, Casalgrande tornò sotto gli Estensi, ma fu declassata a frazione di Scandiano, alimentando malcontento. Nonostante la scarsità di documenti, il contributo dei casalgrandesi al Risorgimento fu significativo. Con il decreto del 4 dicembre 1859, Luigi Carlo Farini ricostituì il comune autonomo, comprendente anche le frazioni di Salvaterra, San Donnino, Sant’Antonino, Villalunga e Dinazzano.

Nel Novecento Casalgrande seguì i progressi economici e sociali della zona. Dal 1960 l’industrializzazione trasformò il volto del territorio, con il settore ceramico come traino principale e infrastrutture logistiche moderne, come lo scalo merci Dinazzano Po inaugurato nel 1985, che sancirono definitivamente il passaggio da borgo agricolo a centro produttivo di rilievo.

Foto del 28 settembre 2025