Foto del 28 settembre 2023
Torniamo a riallacciarci al nostro filone di "Castelli Matildici" con questo meraviglioso e suggestivo scatto di Federico Massari che ci porta sul Castello di Sarzano. Edificio tra i meglio conservati dell'epoca matildica grazie agli interventi di restauro a cui è andato in contro negli anni passati.
Una foto che per atmosfera ricorda le scene de "Il Signore degli Anelli" e forse l'espressione non è nemmeno esagerata... perché questo Castello è in qualche modo legato allo stregone Saruman! L'attore britannico Chiristopher Lee che impersonava Saruman, per intero, si chiamava Christopher Frank "Carandini" Lee, figlio dell'italiana Estelle Marie Carandini dei marchesi di Sarzano. Quindi non è errato definire Saruman come undicesimo marchese di Sarzano o se preferite Guerre Stellari potremmo dire che il marchesato di Sarzano era del Sith conte Dooku... o addirittura del conte Dracula (ruolo interpretato da Lee nel 1958). Ma potremmo andare avanti con queste sciocchezze per ore vista la filmografia dell'attore ...
Tornando a noi, la prima menzione ufficiale del castello di Sarzano nei documenti risale al 958 d.C., quando Atto Adalberto, bisnonno della contessa Matilde, lo acquisì insieme alle terre circostanti. Tuttavia, ricerche sul campo e studi legali dell'epoca suggeriscono che sul monte di Sarzano potesse già esistere un castello in disuso. L'origine del castello potrebbe risalire alle invasioni degli Ungari in Italia alla fine del IX secolo o al periodo iniziale di costruzione di castelli tra l'IX e il X secolo. La posizione strategica di Sarzano, situato lungo la direttrice Parma-Lucca (una via alternativa medievale della Via Francigena) e posizionato sulla cima di un monte per controllare le vie di valico, lo rendeva non solo un importante punto difensivo ma anche un luogo di passaggio cruciale per merci, persone e informazioni.
Quindi, sotto il controllo di Bonifacio di Canossa (nipote di Adalberto Atto) e successivamente di Matilde, Sarzano fu integrato nel sistema di fortificazioni delle Terre Matildiche. Questo sistema prevedeva tre linee di castelli che proteggevano il territorio reggiano dalla collina al crinale, essendo una zona cruciale per il passaggio di truppe e merci tra le proprietà della Gran Contessa. Sarzano occupava una posizione centrale nella seconda linea di difesa, insieme ai castelli di Canossa e Rossena, posizionati esattamente a metà strada tra Langobardia e Tuscia.
Matilde, alla sua morte nel 1115, destinò il castello di Sarzano al monastero di S. Apollonio di Canossa. Tuttavia, nel XII e XIII secolo, il potere dei comuni liberi crebbe. Il comune di Reggio Emilia impose la sottomissione formale, incluso il controllo di tutti i castelli, alle comunità rurali, incluso Sarzano, nel 1190. Nonostante ciò, il monastero di S. Apollonio continuò a rivendicare il possesso di Sarzano, sostenuto da un decreto papale del 1156.
La situazione cambiò nel XIII secolo con la lotta interna nel comune di Reggio Emilia tra le fazioni dei "Superiori" e degli "Inferiori". Quest'ultima, guidata dai Fogliani, usurpò i diritti del monastero su Sarzano nel XIV secolo. Nel 1427, Niccolò III d'Este assediò Sarzano e distrusse il castello, che venne poi ricostruito dagli architetti Beltramo Comastri e Francesco da Salvaterra.
Nel XV secolo, Sarzano fu gestito condivisamente da diverse famiglie, inclusi gli Este, i Fogliani, i Canossa e i Visdomini. Nel 1694, l'intero feudo passò nelle mani dei Carandini. Questa famiglia restaurò il castello, completando i lavori nel 1698. I Carandini rimasero proprietari di Sarzano fino al 1796, quando i feudi furono soppressi. Successivamente, il castello tornò agli Estensi e nel 1839 fu donato alla Chiesa. Nel 1990, castello e borgo furono acquistati dal Comune di Casina.