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Foto del 28 agosto 2025

Torniamo a far visita al Grande Fiume con questo scatto di Annetta Ombretta Cammellini.

Il Po, il fiume più lungo d’Italia, attraversa la Pianura Padana per oltre 650 chilometri, raccogliendo le acque di decine di affluenti provenienti dalle Alpi e dagli Appennini. La sua portata, cioè la quantità d’acqua che scorre nel suo alveo, non è costante durante l’anno e subisce forti variazioni stagionali. In estate, in particolare, il regime del Po dipende da diversi fattori naturali e antropici.

E' un fiume che vive di neve e ghiacciai a regime misto nivo-pluviale. Ciò significa che le sue acque derivano sia dalle piogge sia dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai alpini. Durante la primavera, con l’aumento delle temperature, la fusione della neve immagazzinata in quota alimenta il fiume, garantendo una portata abbondante. Ma in estate la situazione cambia: le riserve nevose si esauriscono rapidamente e restano i ghiacciai a rilasciare acqua, soprattutto nei mesi più caldi.

Negli ultimi decenni, però, il ritiro dei ghiacciai e la riduzione del manto nevoso hanno reso il contributo nivale sempre più limitato, determinando portate estive più scarse rispetto al passato.

Anche le precipitazioni influiscono, ma le piogge estive in Pianura Padana sono spesso irregolari e concentrate in temporali brevi e intensi, che non riescono a compensare i lunghi periodi di siccità. Inoltre, gran parte dell’acqua piovana evapora rapidamente o scorre in superficie senza infiltrarsi, rendendo minimo il beneficio per il fiume.

Alla scarsità naturale si somma la forte pressione antropica: in estate aumentano i prelievi per l’irrigazione agricola, che sottraggono al Po enormi quantità d’acqua. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle annate siccitose, quando la portata può scendere a livelli critici, con effetti sull’ecosistema fluviale e sulla navigabilità.

Quindi, la portata estiva del Po dipende principalmente da quanto è stata abbondante la neve in inverno, da quanto resistono i ghiacciai, dalla frequenza delle piogge e dall’uso umano dell’acqua. Con i cambiamenti climatici e il progressivo calo delle riserve nivali, il fiume più grande d’Italia rischia di diventare sempre più fragile proprio nei mesi in cui è più necessario.

Foto del 28 agosto 2025