Foto del 28 maggio 2025
Con la bravissima Gianna Casella oggi saliamo fino al Colle Brancia sul nostro Appennino.
Ci troviamo a poca distanza dall'abitato di Ospitaletto e la cima del Cavalbianco, un angolo non semplice da raggiungere ma di grande soddisfazione per chi cammina fino a lì. Da questa quota che supera ampiamente i 1.700 metri lo sguardo si perde tra cielo e terra.
Il cielo di domenica scorsa, quello ripreso dagli scatti, era graffiato dall'arrivo di un fronte perturbato e ad annunciarlo erano dei vigorosi Cirri.
La presenza di cirri (le tipiche nuvolette alte, sottili e filamentose simili a piume o veli bianchi) può effettivamente annunciare un cambiamento del tempo meteorologico, in particolare l'arrivo di un fronte caldo o di una perturbazione atlantica (come nel nostro caso).
Nell’osservazione tradizionale contadina, si diceva: “Cirri alti in cielo, pioggia entro un giorno intero.”
Naturalmente, non sempre i cirri annunciano maltempo: possono anche essere semplicemente legati a normali flussi in quota senza conseguenze al suolo. Ma se persistono e aumentano nel corso delle ore, allora è un segnale abbastanza affidabile di un cambio del tempo.
I cirri si formano tra gli 8.000 e i 12.000 metri d’altezza. A quelle quote, i venti trasportano umidità e sottili cristalli di ghiaccio, che vanno a formare queste nubi leggere. Spesso i cirri precedono di 12–36 ore l’arrivo di nubi medie (altostrati) e basse (nembostrati), associate a piogge continue o maltempo, infatti, quando si vedono stirati e disposti in bande parallele, possono indicare forti venti in quota e l’approssimarsi di un sistema frontale.