Foto del 28 aprile 2025
La foto del giorno di oggi resta in tema acquatico, con questo fresco scatto di Alberto Vezzani che ci mostra una delle sorgenti che confluiscono nel lago del Tasso tra i comuni di Casina e Viano.
Nato dalla confluenza di piccole sorgenti carsiche, questo specchio d’acqua è alimentato da polle cristalline che emergono direttamente dalla roccia. Qui, il paesaggio è dominato da formazioni di travertino naturale — una roccia calcarea leggera e porosa — che si forma attraverso secoli di lenta deposizione minerale. L’acqua, ricca di carbonato di calcio, precipita a contatto con l’aria, creando vere e proprie "cascatelle di pietra" su cui si adagiano muschi, felci e altre piante tipiche degli ambienti umidi.
La presenza di queste sorgenti mantiene il microclima sempre fresco e umido, anche nei periodi più caldi, favorendo una biodiversità sorprendente: qui si possono osservare libellule, salamandre, piccoli roditori e, con un po’ di fortuna, anche qualche scoiattolo curioso.
Il sentiero che conduce al Lago del Tasso è un invito alla lentezza: si cammina immersi nei profumi del sottobosco, tra querce, carpini e aceri montani, con il suono dell’acqua che accompagna ogni passo. Il lago stesso, di dimensioni modeste, riflette come uno specchio il verde degli alberi e il cielo sopra, creando un’atmosfera fiabesca e sospesa nel tempo.
Meta perfetta per una breve escursione, per rilassarsi o semplicemente per respirare l’autenticità della natura reggiana, il Lago del Tasso resta un luogo in cui il tempo sembra rallentare, ricordandoci quanto sia preziosa la bellezza semplice e silenziosa del nostro Appennino.
Il travertino è una roccia sedimentaria calcarea, formata principalmente da carbonato di calcio (CaCO₃). È strettamente legato all'attività delle acque termali o sorgive ricche di anidride carbonica (CO₂), tipiche delle zone carsiche o di risorgive minerali come quelle dell'Appennino.
Come si forma?
L'acqua, durante il suo passaggio nel sottosuolo, si arricchisce di CO₂ sciogliendo il carbonato di calcio presente nelle rocce calcaree. Quando riemerge in superficie sotto forma di sorgente, la pressione diminuisce e la CO₂ si libera nell'aria. Questo cambiamento causa la precipitazione del carbonato di calcio che si deposita, formando strati di travertino.
In pratica, l’acqua "costruisce" la roccia pezzo per pezzo, depositandola lentamente su tutto ciò che incontra: piante, rocce, legni, perfino sulle superfici dell’acqua stessa.
Il colore va dal bianco latte al crema, ma anche giallastro o brunastro, a seconda delle impurità presenti. Ha una consistenza porosa, piena di piccole cavità lasciate dalle bolle di gas liberate durante la formazione. Come consistenza è abbastanza compatto, ma più leggero e fragile rispetto ad altri calcari. Può crescere anche di diversi millimetri all’anno, soprattutto nelle sorgenti molto attive.
La sua porosità crea habitat ideali permettendo la crescita di muschi, alghe e felci. Trattiene l'umidità favorendo una fauna umida ricca, come anfibi (tritoni, salamandre) e insetti acquatici.
Inoltre, il travertino è auto-costruente: dove si forma, tende a modellare l’ambiente, creando piscine, sbarramenti, e piccoli salti d’acqua che modificano il paesaggio nel tempo.
Il travertino non è solo naturale: nella storia, è stato uno dei materiali più usati in edilizia. I Romani ne fecero largo uso, ad esempio, il Colosseo è costruito in gran parte in travertino! Ma è apprezzato anche oggi in architettura per la sua bellezza e resistenza.