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Foto del 28 marzo 2024

Visto l'apprezzamento recente per le immagini catturate in passato da Stanislao Farri, prendiamo in prestito un recente post di Fausto Bigliardi in cui propone una serie di scatti degli anni '80 su diapositiva digitalizzata 24x36 mm e donata alla Biblioteca Panizzi. Protagonista ancora una volta la Pianura e le sue abbondanti nevicate del passato. In questo periodo gli abitanti della Pianura per poter vedere la neve devono ricorrere sempre più spesso all'aiuto dell'inversione termica. Quello strano effetto che potrebbe paradossalmente portare precipitazioni nevose lungo il Po e piovose in montagna. In condizioni normali, l'aria fredda è più densa e tende a scendere, mentre l'aria calda è più leggera e tende a salire. Tuttavia, durante le inversioni termiche, l'aria fredda si accumula al suolo mentre l'aria più calda resta sopra di essa, formando uno strato di inversione in cui la temperatura aumenta con l'altitudine anziché diminuire. Nella Pianura Padana, questo fenomeno è particolarmente comune a causa della sua conformazione geografica, chiusa a nord dalle Alpi e a sud dall'Appennino. Durante l'inverno, quando l'aria fredda si accumula nella pianura, può formarsi uno strato di inversione che trattiene l'aria fredda al suolo mentre l'aria più calda resta sopra di essa. Durante un evento di precipitazione, questa inversione termica può influenzare la forma e il tipo di precipitazione che cade. L'aria fredda al livello del suolo nella pianura può favorire la formazione di neve, mentre l'aria più calda sopra può causare il riscaldamento e la fusione dei cristalli di neve in pioggia mentre cadono verso le zone montane circostanti. Inoltre, la presenza delle Alpi e dell'Appennino può anche influenzare i modelli di circolazione atmosferica, creando aree di convergenza o di divergenza che possono alterare la distribuzione delle precipitazioni e la loro forma tra la pianura e le montagne circostanti.
Foto del 28 marzo 2024

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