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Foto del 28 gennaio 2026

Torniamo a parlare di patrimonio culturale e dei borghi del nostro territorio con questo scatto di Francesco Neroni.

Adagiato come una sentinella silenziosa su un terrazzo naturale, il borgo di Vercallo rappresenta uno degli angoli più suggestivi e autentici dell'Appennino reggiano. Situato nel Comune di Casina, questo nucleo rurale sembra sfidare la forza di gravità, sospeso tra le pendici del Monte Pulce e il precipizio che scivola verso la profonda valle del Rio Cerezzola.
Un Borgo di Confine e di Pietra

Sebbene le strutture oggi visibili non mostrino elementi anteriori al XVI secolo, Vercallo conserva intatto il fascino del borgo compatto e fortificato. La sua architettura parla di una funzione precisa: quella di nucleo rurale di confine. Le case, strette le une alle altre, formano una cortina difensiva naturale che proteggeva gli abitanti e il bestiame. Tra gli edifici spicca una casa-torre, tipica struttura dell'Appennino emiliano utilizzata sia come abitazione signorile che come punto di avvistamento.

Passeggiando tra i vicoli di Vercallo, l'occhio attento può scorgere dettagli affascinanti incastonati nei muri di arenaria:

Si notano resti di decorazioni che potrebbero essere antiche sculture apotropaiche, volti o simboli scolpiti nella pietra con lo scopo di "scacciare il male" e proteggere la casa.

Gli ingressi di alcune abitazioni presentano pregevoli lavorazioni artigianali, segno di una cura estetica che non veniva meno neppure in un contesto di sussistenza.

La storia di Vercallo è indissolubilmente legata alla geografia aspra del luogo. Il territorio coltivabile è esiguo, un fazzoletto di terra sospeso su valli boscose e ripide. Questa isolamento è testimoniato anche dalla distanza dalle altre borgate di Cortogno, da cui Vercallo storicamente dipendeva.

A valle, immerso nel fitto bosco e raggiungibile per sentieri scoscesi, si trova un luogo dal nome inquietante: il Mulino del Diavolo. La leggenda e il toponimo evocano la difficoltà di dominare le acque del Rio Cerezzola in un ambiente così selvaggio, dove il lavoro dell'uomo sembrava richiedere un patto con forze oscure o, più semplicemente, una fatica sovrumana.

Oggi Vercallo non è più solo un borgo agricolo, ma un simbolo di resilienza montanara, dove la pietra arenaria racconta secoli di adattamento a un paesaggio tanto spettacolare quanto severo.

Foto del 28 gennaio 2026