Vai al contenuto principale

Foto del 27 dicembre 2025

Passato il periodo del Natale torniamo alle foto del giorno con questo scatto rubato da Giovanni Morina tra i canneti delle zone umide.

Il Tarabuso (Botaurus stellaris) è uno degli uccelli più affascinanti e misteriosi delle zone umide europee, presente – seppur raro e localizzato – anche nella Pianura Padana e nelle aree palustri della nostra provincia. È un airone (Ardeide) di grandi dimensioni ma estremamente elusivo, tanto da essere spesso più udito che visto.

Il nome tarabuso è probabilmente legato al suo verso profondo e cavernoso, simile a un muggito o al soffio che esce da una botte: un suono potente che può propagarsi per chilometri tra i canneti nelle notti primaverili. In passato questo richiamo ha alimentato leggende e timori popolari, facendo credere alla presenza di animali sconosciuti nelle paludi.

È lungo circa 70–80 cm, con un’apertura alare che può superare il metro. Il piumaggio, nei toni del giallo-ocra e del bruno striato, è un capolavoro di mimetismo: quando il tarabuso si sente minacciato, allunga il collo verso l’alto e rimane immobile tra le canne, diventando quasi indistinguibile dall’ambiente circostante.

Abita paludi, canneti estesi, laghi poco profondi e risaie, dove caccia soprattutto all’alba e al crepuscolo. Si nutre di pesci, anfibi, insetti acquatici e piccoli rettili, che cattura con movimenti lenti e improvvisi.

Il nido viene costruito al suolo, ben nascosto nella vegetazione fitta, e la specie è particolarmente sensibile al disturbo umano e alla scomparsa delle zone umide. Per questo il tarabuso è considerato un importante indicatore della qualità ambientale: dove vive lui, l’ecosistema è ancora sano.

Schivo, silenzioso e quasi invisibile, il tarabuso rappresenta l’anima segreta delle paludi, un simbolo della natura più autentica e fragile del nostro territorio.
Foto del 27 dicembre 2025