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Foto del 27 ottobre 2025

Restiamo in cielo e restiamo in tema di coltivazione della vite con questo suggestivo scatto di Simone Lugarini.

La vite viene coltivata in filari moderni (sistemi come Guyot o Cordone Speronato, con pali e fili) principalmente per ragioni di efficienza e qualità.

Questa disposizione regolare permette:
-> La meccanizzazione delle operazioni agricole (potatura, vendemmia), riducendo costi e manodopera.
-> L'ottimizzazione dell'esposizione solare e della ventilazione dell'uva, fondamentale per la maturazione e la prevenzione delle malattie.

Gli "antichi filari" si riferivano alla pratica della "vite maritata" (o piantata), in cui la vite era fatta arrampicare e sostenuta da alberi vivi (come olmi o pioppi). Questa era una forma di coltura promiscua, dove la vite coesisteva ai margini di campi coltivati a cereali o legumi, tipica del sistema di mezzadria.

Questo sistema è stato progressivamente abbandonato a partire dalla metà del '900 per vari motivi:
-> Bassa resa produttiva rispetto ai vigneti specializzati.
-> Elevata manodopera e difficoltà nella raccolta (che avveniva manualmente con scale).
-> Impossibilità di meccanizzazione a causa della presenza degli alberi.
-> Il passaggio dall'agricoltura di autosufficienza (mezzadria) a quella orientata al mercato.

La vite maritata era, tuttavia, estremamente importante per la biodiversità. La compresenza di alberi tutori e colture diverse creava un agroecosistema ricco, fornendo habitat per la fauna e contribuendo alla salute del suolo.

Foto del 27 ottobre 2025