Foto del 27 aprile 2024
Lo scatto di oggi, catturato da Elena Tondelli, è una vero guanto di sfida lanciato dall'inverno alla primavera. Un po' come a simboleggiare che l'attesa dell'inverno ci ha portati nel cuore della primavera.
Una di quelle sfide che quando si presentano, spesso, vedono la prima avere la meglio sulla seconda ... che pagherà a caro prezzo il ritorno del freddo in termini di fioriture e impollinazione.
Qui vediamo la contrapposizione tra il candore bianco della neve ed il giallo intenso di un Laburnum anagyroides.
Di cosa?
Di un Maggiociondolo, una Fabacea (o Leguminosa) parente stretto della più comune Robinia pseudoacacia, dalla fioritura simile, ma più color crema che giallo acceso.
Un altro nome con cui è conosciuto è Avorniello e veniva spesso utilizzato come sostituitivo dell'Ebano nella produzione di mobili poiché gli esemplari più vecchi hanno una venatura del legno molto simile.
In alcune zone è ritenuta una pianta magica, perchè i suio semi neri presenti nei baccelli, contengono "citisina" (un alcaloide), estremamente velenoso per l'uomo e diversi animali d'allevamento. Al contrario altri selvatici come le lepri e gli ungulati se ne nutrono senza problemi.
Nota poetica
Il Maggiociondolo compare nella poesia di Giovanni Pascoli "La Capinera", con il nome di Avorniello:
«Il tempo si cambia: stasera
vuol l'acqua venire a ruscelli.
L'annunzia la capinera
tra li albatri li avornielli:
tac tac.»