Foto del 26 novembre 2024
Con lo scatto di oggi, opera di Vittorio Barbieri andiamo sulle rive del Po per parlare un po' di Luzzara, ultimo avamposto reggiano prima della Lombardia a confine con Suzzara (MN).
Trovandoci sulle rive del Grande Fiume parliamo di una zona legata a doppia mandata con esso e con tutto ciò che ne può derivare. Strano da dire, ma siamo in uno dei territorio più votati alla Natura della nostra Provincia nonostante la sua posizione decisamente "antropizzata". Grazie alle sue ampie golene dove il Fiume può espandersi ed ai vincoli che ciò ne comporta, il 20% del territorio comunale rientra in aree non edificabili che costituiscono di fatto una sorta di parco naturalistico e paesaggistico di rilevante entità, sia come habitat umido tipicamente europeo, che come ampiezza quale cassa di espansione dell'intero corso del fiume Po. Tale zona è fortemente caratterizzata da flora (in particolare boschi di pioppo), spazi aperti fruibili in un paesaggio fluviale, con presenza di specie ornitologiche nello specifico e faunistiche in genere, tipiche di questa tipologia di habitat.
La fauna locale comprende numerosi uccelli, come ardeidi e anatidi durante le migrazioni autunnali e primaverili, oltre a diverse specie di passeriformi, alcune nidificanti. Tra i mammiferi si trovano prevalentemente lepri e talpe, mentre nelle pozze limose vivono molluschi d’acqua dolce come coni e cappe.
Due elementi naturalistici di rilievo arricchiscono il territorio:
- Cava Luccio, un laghetto artificiale nato da un’ex cava di argilla. Con un fondale limaccioso, ospita una ricca vita animale e vegetale, diventando un punto di sosta per numerosi uccelli acquatici, sia stanziali che migratori. Il laghetto è anche un luogo popolare per la pesca sportiva.
- Paleoalveo della Crostolina, che fino al 1932 rappresentava il tratto finale del torrente Crostolo. In seguito a lavori idraulici tra il 1929 e il 1932, il corso d’acqua è stato deviato, lasciando quest’area senza flusso costante. Oggi è caratterizzata da terreni fertili, che coprono circa il 60% della superficie agricola di Luzzara.
Questi elementi rendono Luzzara un interessante connubio di storia idraulica, paesaggio agricolo e risorse naturali.
Questo legame tra fiume, golena, pianura e paludi è quasi sicuramente all'origine del nome di Luzzara:
Il toponimo si riconduce al latino luteus, "fangoso", da cui deriva la voce di area italiana settentrionale lozza. Sembra inoltre possa derivare dal celtico lossa o luth, parola che indica la melma di terra e rifiuti vegetali. Tuttavia potrebbe altresì derivare dal greco luma, ovvero sudiciume, evolutosi poi nel latino luteum (fango) e quindi lotza, da cui Luzzara.
Il toponimo Luzzara compare per la prima volta in documenti dei secoli VII e VIII, al tempo l'insediamento sorgeva su di un'isola sul Po. Tra i primi documenti, un diploma del 781 con il quale Carlo Magno, Re dei Franchi e dei Longobardi, prendeva sotto la sua protezione la Chiesa reggiana. (Fonte Wikipedia)
Luzzara ha da raccontare tantissime vicende storiche, la posizione geografica la mette in prima linea da sempre come zona contesa e di confine, proviamo a fare un breve riassunto:
è stato teatro di eventi storici significativi, riflettendo i complessi cambiamenti politici e sociali del territorio. Già nell'Alto Medioevo, Luzzara fu al centro di contese tra Chiesa e Impero: acquistata dal Vescovo di Reggio Emilia, passò più volte di mano, fino a entrare nei domini della potente famiglia dei Canossa. Successivamente, nel 1311, venne assegnata ai Bonaccolsi, per poi passare ai Gonzaga, che ne fecero un importante centro fortificato. Sotto Rodolfo Gonzaga, Luzzara ospitò il celebre architetto Luca Fancelli, autore del palazzo della Macina.
Nel 1702, Luzzara fu teatro della celebre battaglia nell'ambito della Guerra di Successione Spagnola, durante la quale si scontrarono gli eserciti del principe Eugenio di Savoia e dei Franco-Spagnoli, con gravi perdite per il paese. Anche nel 1734, durante la Guerra di Successione Polacca, fu occupata da truppe Franco-Sarde, subendo un altro sanguinoso scontro. Con il Trattato di Aquisgrana (1748), Luzzara passò sotto il controllo del Ducato di Parma, che incentivò lo sviluppo economico.
Nel XIX secolo, con la caduta di Napoleone, il paese entrò nei domini asburgici, fino all'annessione al Regno di Sardegna nel 1860 e poi al Regno d’Italia. Durante questo periodo, il territorio divenne un importante punto di confine con l’Austria, caratterizzato da dogane e controlli severi.
Nel XX secolo, Luzzara fu un centro attivo durante la Resistenza antifascista nella Seconda Guerra Mondiale, pagando un alto prezzo in vite umane. Dopo il conflitto, la comunità si trasformò socialmente ed economicamente: le lotte contadine e operaie segnarono il primo dopoguerra, mentre il secondo dopoguerra vide il passaggio da un'economia agricola a una industriale. Oggi Luzzara conserva la memoria storica dei suoi eventi e rimane un simbolo della resilienza e del dinamismo delle comunità della pianura padana.
Ultimo accenno curioso va al suo stemma araldico che riporta in primo piano un pesce vero e proprio (e non stilizzato), ovvero, un Luccio tra due stelle che simboleggiano la battaglia del 1702, su campo rosso (Gonzaga in basso) e blu (Borbone/parmense in alto).