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Foto del 26 aprile 2025

Con questo incantevole scatto di Paola Toniutti andiamo alla scoperta di una delle tante orchidee che popolano in nostri prati in questo periodo di metà primavera.

Parliamo della piccola Neotinea tridentata, detta anche orchidea tridentata, una delle più affascinanti orchidee spontanee europee, e in Italia è relativamente diffusa – anche nel reggiano, dove cresce in ambienti aperti e luminosi.

Il nome "tridentata" deriva dalla forma trilobata del labello del fiore, che appare diviso in tre denti, spesso con il lobo centrale più allungato. I fiori, raccolti in dense infiorescenze a forma di globo, vanno dal rosa pallido al porpora intenso, con punteggiature che attirano gli impollinatori.

Ama i prati aridi, i margini dei boschi, le radure e le garighe, spesso su suoli calcarei o marnosi. È un’orchidea eliofila, cioè amante del sole, e fiorisce tra aprile e giugno, colorando le colline e le zone collinari.

Come molte orchidee, anche la Neotinea tridentata non offre nettare, ma attira gli insetti – in particolare api e piccoli imenotteri – con la forma e il profumo del fiore, illudendoli di trovare cibo. Questo meccanismo si chiama impollinazione ingannevole.

Per molto tempo è stata inclusa nel genere Orchis, ma studi genetici l’hanno collocata nel genere Neotinea, dedicato al botanico Vincenzo Tineo. È quindi una specie che mostra l’evoluzione delle classificazioni botaniche moderne, sempre più basate sul DNA.

Sebbene possa crescere anche in ambienti con disturbo moderato, come prati pascolati o zone marginali, è sensibile all’abbandono delle pratiche tradizionali: il mancato sfalcio e l’eccessiva concimazione dei prati ne stanno riducendo l’habitat.

Foto del 26 aprile 2025