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Foto del 25 agosto 2025

Torniamo a fare due passi sul nostro alto Appennino con questi scatti di Nicola Mercati.

Ci portiamo nella zona delle fantastiche Sorgenti del Secchia, a cavallo tra Emilia e Toscana, in uno scenario che incanta per la sua bellezza selvaggia e per la straordinaria storia geologica che racconta. Siamo a oltre 1.500 metri di quota, ai piedi delle maestose vette del Monte Alto, Alpe di Succiso e Casarola, in un’ampia conca modellata nel tempo da ghiacciai e acque impetuose.

Durante l’ultima glaciazione würmiana, quest’area era occupata da un ghiacciaio di circo, una massa di ghiaccio che ha scavato e levigato il terreno creando la conca che oggi ospita le sorgenti. I segni di quel passato sono ancora visibili: massi erratici, rocce levigate e un paesaggio tipicamente glaciale che ci parla di ere remote. L’acqua, filtrando tra rocce calcaree e marnose, riaffiora pura e cristallina dando vita al Secchia.

Il primo tratto del fiume si sviluppa in un ambiente di rara suggestione: prati d’alta quota, laghetti effimeri e torbiere, habitat preziosi per flora e fauna. Qui fioriscono genziane, gigli martagoni e rododendri, mentre tra le rocce non è raro scorgere marmotte o rapaci in volo.

Le Sorgenti del Secchia non sono solo geologia e natura, ma anche storia e leggenda. In passato queste zone erano percorse da pastori e commercianti, lungo antiche vie di crinale. Oggi rappresentano una meta escursionistica imperdibile: dai rifugi parte una rete di sentieri che porta a panorami mozzafiato, con lo sguardo che spazia dal Monte Cusna alle Apuane.

Un luogo che unisce scienza e poesia, dove l’acqua racconta il viaggio millenario dalle viscere della montagna fino alla pianura, e dove il tempo sembra essersi fermato.

Foto del 25 agosto 2025

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